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11 Dec

Zia Mame di Patrick Dennis

LaRedazione
2 settembre 2009
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Dopo il successo editoriale della trilogia di Stieg Larsson, mentre ancora si parla della eroina alternativa disturbata e cattiva Lisbeth Salander, si affaccia nel mondo letterario il personaggio di Zia Mame.

Vecchio successo degli anni ’50 e ristampato nel 2009 da Adelphi, Zia Mame salta in testa alle classifiche facendo le smorfie ai grandi Camilleri e Zafòn.  Nel 1956, dopo il rifiuto di 19 editori, l’autore Patrick Dennis – pseudonimo di Everett Tanner III – rimase incontrastato nella top ten tra i titoli del New York Times per otto settimane.

Ritorna alla carica dopo circa 50 anni la verve di Zia Mame, che per uno scherzo del destino si ritrova a dover adottare il nipote undicenne, figlio del fratello che l’aveva definita "una persona molto strana e che finire in mano sua era un castigo che non avrebbe augurato neppure a un cane", ma di necessità virtù, e la vita del piccolo Patrick viene stravolta da una donna colta, anticonformista e seguace dell’arte post-moderna, soggetto ben strano per l’epoca.

Tra aneddoti, situazioni imbarazzanti ed un umorismo metà inglese e metà popolano, non si può fare a meno di amare la divertente Zia Mame e sperare che il piccolo Patrick cresca senza troppa confusione mentale.

Ancora attualissimo, nel suo modo frivolo e tagliente Zia Mame affronta con leggerezza e sorrisi problemi come razzismo, omofobia  e dunque l’accettazione della diversità in un mondo borghese e bigotto.

L’irresistibile Zia Mame diventa anche soggetto di commedia teatrale e film, interpretato da Rosalinde Russel in entrambi i casi.

Curiosi di conoscerla? Ecco un piccolo assaggio dell’istrionica Mame nel trailer originale del 1958:

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