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Benigni recita Dante… ma non dimentica Berlusconi e Alfano

LaRedazione - 22 luglio 2013
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22 luglio 2013
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Roberto Benigni è tornato sul palco di piazza Santa Croce a Firenze per omaggiare ancora Dante. E’ iniziata con la serata di sabato 20 luglio la personale lettura del comico toscano degli ultimi 12 canti dell’Inferno. E Benigni si è ben preparato, come in un ritiro, per tornare ad offrire agli spettatori i commenti su ipocriti, ladri, superbi e falsari che il sommo poeta aveva incluso in quei canti dell’Inferno.

Una preparazione che l’Oscar di Vergaio ha interrotto solo per partecipare ai funerali del suo grande amico e collaboratore Vincenzo Cerami, scomparso negli scorsi giorni. Anche questa volta la scaletta dell’esibizione di Roberto Benigni è rimasta invariata con una prima parte che il comico toscano dedica ai fatti dell’attualità, per passare poi dopo alla recitazione sempre a memoria, ed al commento dei canti della Divina Commedia.

Prima di iniziare però Benigni ha voluto dedicare la serata ai due amici recentemente scomparsi Vincenzo Cerami e Carlo Monni. Iniziando con l’attualità di questo ultimo periodo, Benigni naturalmente non poteva mancare di far riferimento alle vicende di Silvio Berlusconi, per il quale ripropone la Canzone del Cavaliere che gli dedicò nel 1996, con gli opportuni aggiornamenti datati 2013, con un ritornello che ribadendo il fatto che Silvio si compra tutto, mette anche in evidenza come anche se c’è un altro al governo, quello che comanda in Italia è sempre lui.

La parte dell’attualità continua anche con il caso della moglie del dissidente kazako, in cui Benigni ha parlato del ministro dell’Interno Alfano, citando la sua dichiarazione di non aver saputo niente del caso; “Guardando Alfano si capisce che non sa niente ” ha ribadito il comico toscano, che ha proseguito: “Gli hanno detto: guarda che c’è la moglie di un dissidente e perseguitato. Credeva fosse Veronica Lario”.

Non sono mancate le prese di mira per Matteo Renzi, presente sotto gli spalti tra gli spettatori. Rivolgendosi al sindaco di Firenze lo ha definito come un uomo che detiene tanti primati: il più giovane ad essere stato eletto presidente della provincia, il sindaco più benvoluto di tutta l’Italia, ma anche l’unico politico che è riuscito a perdere contro Bersani”. Benigni ha poi aggiunto: “A Firenze, alle primarie, il 100% ha votato Renzi. Quando hanno saputo che se vinceva andava via, andava a Roma, l’hanno votato tutti”.

Sempre parlando dell’esponente PD ha citato una recente notizia che segnalava la scoperta di un giro di escort nel capoluogo toscano, dicendo di aver pensato che Matteo Renzi si stesse allenando per ricoprire la carica di Premier. Qualche parola anche per i leghisti, con riferimento alle offese del leghista Calderoli al ministro Kyenge. Parlando della frase letta sui quotidiani: “Il vicepresidente del Senato Calderoli ha detto che il ministro Kyenge gli fa venire in mente un orango”, Roberto Benigni ha sottolineato come la parte più offensiva di questa frase fosse: “Calderoli vice presidente del Senato”.

La chiusura di questa parte è stata riservata al PD e a Enrico Letta per il quale ha commentato: “Non si scompone mai, pur di non far cadere il governo. Torna a casa e trova Renzi a letto con la moglie: non si scompone e dice ero al corrente della cosa”. Per quanto riguarda il PD e la sua alleanza di governo con il PDL Benigni ironicamente cita: “Povero Pd: ha aspettato trent’anni per vedere una condanna di Silvio Berlusconi e ora, il 30 luglio, se la Cassazione condannerà il Cavaliere, non potrà esultare, perché sono alleati”. Poi la parte culturale, nella quale Benigni ancora una volta si supera, raccontando il viaggio nel canto dell’Inferno, quasi come fosse una favola.

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