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Greenpeace: 15 settembre, pedalata polare in 75 città per il Polo Nord

LaRedazione - 11 settembre 2013
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La nuova iniziativa voluta dal movimento di Greenpeace è nata per gettare luce agli occhi del mondo su un’ecosistema sta subendo dei bruschi cambiamenti e soprattutto fare chiarezza su quello che sta avvenendo al Polo Nord con le trivellazioni petrolifere degli ultimi anni. Greenpeace, sempre sensibile a questo tipo di iniziative, stavolta ha superato se stessa in fatto d’inventiva, annunciando per il prossimo quindici settembre una pedalata in favore del Polo Nord. I ciclisti di tutto il mondo si uniscono, simbolicamente con il pensiero e con i loro allenati polpacci, pedalando nelle settantacinque città del mondo coinvolte dall’iniziativa.

Che questa manifestazione sia curiosa o meno, l’intento è davvero lodevole. Per chi volesse partecipare, le città Italiane coinvolte nell’iniziativa, sono tante. Alle dieci, presso il Colosseo, i cittadini della nostra capitale potranno pedalare con le loro bici, imitati dai “colleghi” ciclisti di Verona, Napoli, Catania, Bari e Milano. In tutto sei città unite insieme per protestare contro i trivellamenti che stanno distruggendo l’ecosistema dell’intero Polo Nord.

“La Pedalata Polare”, come ormai è stata soprannominata l’iniziativa, vuole ricordare ai cittadini di tutto il mondo che bisogna salvare il Polo Nord da multinazionali petrolifere come la “Shell” o la “Gazprom”, e “per proteggerlo da ogni sfruttamento di tipo industriale”. Insomma, il Polo Nord ormai è un bene mondiale e quelli di Greenpeace, attraverso un’azione che ha preso il nome di “Save the Artic” è nobilitata dalle intenzioni più lodevoli. Secondo gli esperti, i ghiacci del circolo polare artico stanno diminuendo ogni anno di numero, e per questo bisogna fermare le trivellazioni continue che stanno danneggiando quel territorio ma anche l’intero ecosistema.

La Pedalata comprenderà anche la mobilitazione di giocolieri, artisti di strada, flash mob e percussionisti che creeranno uno spettacolo senza precedenti. A Londra è previsto per il quindici, un autobus enorme a forma di orso polare soprannominato Aurora che sfilerà insieme ai ciclisti. L’orso polare è un po’ il simbolo del Polo Nord e la sua esistenza è legata strettamente alle battaglie che da anni il movimento sta portando avanti. Infatti, ci spiega Cristiana de Lia, responsabile della Campagna Mare di Greenpeace Italia che “l’Artico non è solo una terra di incredibile bellezza, dimora di specie animali uniche come l’orso polare, ma svolge anche la funzione di regolare il clima dell’intero pianeta”.

Un plauso a Greenpeace per quest’iniziativa, e per lo sforzo con cui alle volte, anche con durezza, porta avanti le sue battaglie, però a questo punto ci chiediamo se davvero basterà qualche pedalata per convincere i magnati del petrolio a tornare sui propri passi e non trivellare incoscientemente i ghiacciai. Di fronte agli interessi economici anche le iniziative più importanti e meritevoli, purtroppo, perdono di sostanza e rischiano di sciogliersi proprio come quei ghiacciai che Greenpeace si sforza di difendere.

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