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13 Dec

Papa Francesco torna in Sud America per la Giornata mondiale della Gioventù

23 luglio 2013
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Ore 6,17 italiane: Papa Francesco è finalmente giunto nella location colossale del Brasile. La XXVIII GMG può iniziare.

Istituita da Giovanni Paolo II, il papa che ha riscattato la Polonia e che ha visto crollare il muro che divideva le “due Europa”, la giornata mondiale della gioventù vede come protagonista un nuovo leader che è pronto a risollevare una Chiesa in ginocchio, non tanto per l’estrema devozione, ma per i numerosi scandali dei quali si è ornata in questi ultimi anni.

Il Time gli dedica la copertina e chiede di risollevare le sorti del continente e della Chiesa, e papa Francesco sembra proprio pronto a portarsi questo peso addosso. Il primo messaggio al paese è stato: “Dobbiamo saper offrire spazio ai giovani e aiutarli a realizzarsi, sono qui per il futuro dei giovani!”

Sono passati pochi mesi dalla sua consacrazione ed è tornato già in patria, e quando il suo aereo (della compagnia Alitalia) è atterrato all’aeroporto di Galeao, cori da stadio lo hanno accolto!

Gli è venuto incontro il presidente brasiliano Dilma Rousseff e proprio davanti a lui non ha avuto il timore di confessare: “Siamo abituati  a questa cultura dello scarto: con gli anziani che lasciamo da parte, come se non avessero niente da darci, e invece ci trasmettono la saggezza e i valori della vita, l’amore per la patria per la famiglia, tutte cose di cui abbiamo bisogno. Ma ora tocca anche ai giovani di essere scartati. Dobbiamo tagliare questa abitudine di scartare le persone; occorre  dare vita invece a una cultura dell’inclusione, dell’incontro, ad uno sforzo per portare tutti nella società. La nostra generazione si rivelerà all’altezza della promessa che c’è in ogni giovane quando saprà offrirgli spazio, tutelarne le condizioni materiali e spirituali per il pieno sviluppo, cioè affinché diventi ciò che può essere”.

Il suo carisma riuscirà a far spegnere gli animi dei manifestanti brasiliani che già sono stati scaldati dagli eventi sgradevoli della Confederation Cup? È una sfida alla quale non potrà rinunciare, una sfida geopolitica piuttosto che georeligiosa.

[foto: diocesipiacenzabobbio.com]

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