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16 Dec

Spagna, San Firmino: la guerra dei tori

Gianfranco Mingione - 15 luglio 2013
Gianfranco Mingione
15 luglio 2013
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Gli spagnoli e… la mania dei tori! Cosa accade se si lasciano correre per le vie di una città tanti tori e tante persone? Succede, facile intuirlo, che i tori inizino a correre all’impazzata e a incornare chiunque trovino sul loro cammino. Questo accade da secoli alla festa di San Firmino, co-patrono della città di Pamplona, capitale della Navarra, comunità autonoma al confine con la Francia.

L’Encierro, una delle attività più famose in Spagna e nel mondo, per la quale arrivano turisti da tanti Paesi, consiste nel correre per quasi un chilometro davanti a dieci/quindici tori. Ogni giorno della festa c’è un encierro, con una durata inferiore ai cinque minuti. Pochi minuti in cui può succedere di tutto e parlare di festa sembra davvero inopportuno.

Il bollettino di guerra dell’edizione 2013 parla chiaro: decine di persone ferite, due corridori, una australiana e uno spagnolo, incornati e in gravi condizioni. La giovane è stata colpita ieri alla schiena, nel corso dell’ultimo encierro, ed è stata ricoverata ed operata. Alla corsa partecipano quasi tutti uomini e le donne sono una presenza rara. Solo il giorno precedente, sabato scorso, alcuni corridori sono caduti  vicino l’ingresso della Plaza de Toros, creando così un “tappo” umano, sul quale si sono accalcati i corridori e i tori che arrivavano all’impazzata. Un giovane spagnolo è gravissimo e altre 18 persone sono state ricoverate.

E allora è lecito domandarsi: in nome di quale tradizione si vive un pericolo simile? Non sarebbe il caso di eliminare la pericolosa corsa dei tori, sostituendola magari con una corsa senza persone e con le dovute recinzioni? Perché si viene dall’Australia, dalle Americhe, dal resto del mondo per rischiare un’incornata che può essere anche mortale?

 

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