Barbara Eramo vista… In Trasparenza

Tra la freschezza e la novità di questa estate, sta emergendo “discograficalmente” parlando, una giovane artista di origini meridionali (è nata a Taranto, ma ha studiato canto a Roma), che ha già all’attivo una carriera musicale non del tutto indifferente: è nel campo da oltre dieci anni.

Molti, sforzando un po’ la memoria, ricorderanno quando ha partecipato al festival di Sanremo nel 1997 con Claudio Passavanti ed il brano “Fa che non sia mai”, conquistando il secondo posto della manifestazione canora: titolo servito all’ulteriore partecipazione nell’anno successivo.

Da quel momento è iniziato un viaggio professionale senz’altro in discesa.

Barbara Eramo ha collaborato, tra gli altri, con Nicola Piovani e Louis Bacalov partecipando alla realizzazione di svariati progetti, tra cui l’incisione de “L’amore promesso” che diventa colonna sonora del film Milonga con Giancarlo Giannini.
 
L’ artista, è pian piano tornata su vecchi passi ed è esplosa qualche giorno fa esponendo “in trasparenza” la sua arte sui generis; in effetti è da circa dieci giorni sul mercato la novella fatica dal titolo, non a caso, In Trasparenza, in cui  mette accuratamente a nudo la sua veste di cantante ed interprete di qualità superiore.

Gli undici brani del disco sono l’apoteosi delle sonorità vocali della Eramo che sa coronare di pathos e leggiadria, ogni minima parola di testi che guidano quasi in spazi visionari e surreali.
La magia del blues, legate ad influenze new age ed etniche e se vogliamo, anche a volte lievemente elettroniche, fanno di questo album il completamento di una carriera già affermata.

Da segnalare è il cammino quasi mistico che Barbara fa della rivisitazione del brano River man di  Nick Drake, con tendenze latenti di blues; ed il singolo Black Out, brano leader del nuovo lavoro.