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Jovanotti si spiega su Facebook dopo il nubifragio di Padova

LaRedazione - 16 luglio 2013
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16 luglio 2013
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Un improvviso nubifragio estivo, ha colpito la sera del 13 luglio la città di Padova ed ha causato la sospensione del concerto di Jovanotti, che dopo una lunga attesa è ripreso ad ora tarda, circa le 23.30, per terminare alle 2.00 di notte. Molte persone dopo aver atteso a lungo sotto la pioggia le comunicazioni riguardo ad una eventuale ripresa o all’annullamento del concerto, si erano allontanate dallo stadio. Il fatto ha suscitato molte polemiche tra i fans del cantante, con molte persone che hanno protestato per il fatto che l’annuncio della ripresa era stato dato solo su Twitter, dicendo che stando sotto la pioggia non hanno certo pensato a collegarsi al noto social network.

L’interruzione è avvenuta dopo che Jovanotti aveva eseguito solo 4 dei suoi brani più famosi, con gli organizzatori che di fronte al tremendo acquazzone hanno pensato prima di tutto alla sicurezza, del cantante, ma anche degli spettatori. Subito dopo l’interruzione infatti si è provveduto a mettere in sicurezza le apparecchiature elettroniche del concerto, sia per evitare guasti, che pericolosi corticircuito. Il problema con larga parte degli spettatori è intervenuto al momento della ripresa del concerto quando si è notato che molte persone, dopo aver atteso a lungo sotto la pioggia, senza precise notizie, avevano deciso di lasciare il luogo del concerto.

Dopo la conclusione del concerto anche Jovanotti è stato messo al corrente del problema che si era verificato tra il pubblico ed ha subito provveduto a scusarsi con i fans attraverso un messaggio su Facebook, nel quale si è detto dispiaciuto dell’accaduto, e di non aver notato la mancanza di pubblico al momento di risalire sul palco per la conclusione del concerto. Dopo le scuse Jovanotti ha sottolineato anche la sua grande motivazione a portare sempre e comunque al termine i propri concerti, per rispetto al pubblico dei suoi fans, ed ha ripercorso tutti i fatti della serata confermando che il lavoro di tutta l’organizzazione era volto per prima cosa ad assicurare la sicurezza sia degli artisti impegnati sul palco scoperto, che degli spettatori.

La scelta di utilizzare per i suoi concerti un palco scoperto è stata effettuata proprio dallo stesso artista toscano, dopo la tragedia di Trieste. Anche gli organizzatori hanno dichiarato che l’annuncio della ripresa del concerto, dopo il nubifragio che si era abbattuto su Padova, era stato dato più volte tramite gli altoparlanti dello stadio. In caso di mancata ripresa dopo le prime 4 canzoni, avremmo comunque rimborsato il costo del biglietto, perché questi concerti sono coperti da una assicurazione e non è stato quindi un problema di soldi, questa la chiusura della dichiarazione da parte degli organizzatori. Riguardo alla sicurezza del pubblico presente, uno degli organizzatori ha fatto sapere che agli spettatori sono state distribuite 2000 coperte, varie centinaia di k-way, ed è stato permesso di ripararsi nelle gradinate coperte.

[Foto: commons.wikimedia.org]

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