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15 Dec

DGMag intervista gli Zero Assoluto

dgmag - 22 maggio 2009
22 maggio 2009
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Gli Zero Assoluto sono Matteo Maffucci e Thomas De Gasperi: nel 2005 sono stai scoperti dal grande pubblico dei teenager con la canzone Semplicemente e nel 2006 hanno partecipato al Festival di Sanremo con Svegliarsi la mattina, che è stato al primo posto della Hit parade dei singoli per 52 settimane consecutive.

In occasione dell’uscita di Sotto una pioggia di parole, abbiamo intervistato Matteo Maffucci.

Ciao Matteo. Cominciamo subito: avete registrato, in meno di 30 giorni, più di 130.000 visite su YouTube. Come ci si sente?
In realtà siamo stupefatti. Ma lo siamo da parecchio e ogni giorno di più. Il fatto è che i grandi numeri, specie in musica, fanno piacere e danno soddisfazioni lasciando completamente sbalorditi. In questo caso direi che siamo allibiti.

Voi con Internet avete un rapporto speciale, cosa ne pensi della legge antipirateria voluta dal governo francese?
Penso che sia allucinante e paradossale. E’ giusto mettere dei limiti e tutelare il diritto d’autore ma ci sono modi diversi di farlo e non è limitando i download o bloccando l’accesso ad Internet che si risolve il problema. Direi che si tratta di una legge paradossale.

Anche perchè gli Zero Assoluto, grazie a Internet, hanno tirato fuori anche un libro e continuano a ricevere feedback da parte dei fan.
Esatto. Il libro Sotto una pioggia di parole è nato proprio per raccontare il punto di vista sul tour e lo scambio che abbiamo avuto, e che da sempre abbiamo, con i fan. In un certo senso raccontiamo anche chi ci segue e non solo la nostra storia.

A proposito del libro: è uscito ad aprile ed oggi è uscito il disco. C’è il progetto di un cofanetto che riunisca entrambe le esperienze?
Mah, direi di no. Ogni progetto vive di vita propria ed è giusto che sia così. Ogni progetto ha modi espressivi diversi dagli altri e caratteristiche che lo rendono unico.

Mefcoledì scorso siete stati protagonisti di un contest al Piper di Roma, organizzato e ripreso da Mtv. Com’è andata?
E’ stato meraviglioso, per me è stato un sogno che si è realizzato. Abbiamo suonato di fronte alla famiglia nel senso allargato del termine: fan, parenti, amici. Tutte persone importanti con le quali condividiamo il progetto e che hanno fatto in modo di rendere bellissima l’esperienza. Direi che è stata la cosa più gratificante che mi sia successa a livello lavorativo.

Veniamo al disco. Salta subito all’occhio la vostra "romanità": non pensate di essere un po’ troppo campanilisti e romano-centrici?
In realtà no. Roma rappresenta solo una metafora, è la città ideale dove ci si sente accolti, dove si sta bene, dove si vive o dove si vorrebbe vivere. E’ la città di tutti, quella città dove si sceglie di stare. Roma potrebbe essere sostituita con qualunque altra città e qualunque altra cosa perchè rappresenta quel qualcosa che nella vita ti fa stare bene.

Sotto una pioggia di parole è molto più più nostalgico dei precedenti album, c’è una ragione particolare?
In realtà tutti i nostri album sono romantici e nostalgici ma forse questo lo è in maniera particolare. La verità è che siamo cresciuti e tutti intorno a noi sono cresciuti: gli amici diventano uomini e le amiche diventano donne, si sposano, fanno figli. Siamo entrati in un’età in cui cambiano le nostre responsabilità e le nostre priorità. E l’album riflette questa crescita anche se in realtà la nostra indole è romantica e per esempio il singolo Per dimenticare è molto ironico.

Dal 2005 siete una specie di fenomeno, acclamati dalle adolescenti e in testa alle classifiche per mesi. Che ne pensi dei talent show? Possono davvero sfornare talenti? E vi sentite in competizione con loro che, per indole, strizzano quasi sempre l’occhio alle giovani generazioni?
Considero i talent solo dei programmi televisivi, godibili e guardabili, quindi li seguo. Stanno uscendo delle grandi voci ma se saranno davvero dei talenti lo sapremo solo con il tempo. Per quanto riguarda la competizione, non credo proprio ce ne sia bisogno: la musica vive di mondi diversi e paralleli quindi il successo di uno non inficia il nostro e viceversa. Chissà, magari si potrebbe sempre collaborare.

La musica vive di mondi diversi e paralleli, hai appena detto: e qual’è questo il mondo degli Zero Assoluto oggi?
Il nostro mondo è Sotto una pioggia di parole che deve essere portato in giro, cantato, raccontato e suonato perchè è una storia. Per questo siamo in giro per il tour e ogni concerto per noi rappresenta un’esperienza indimenticabile e particolare.

Trovate gli Zero Assoluto sul loro MySpace a questo indirizzo.

Per dimenticare, il video:

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