Download musica online, in Usa una tassa del 4%?

Potrebbe essere una svolta epocale quella che si appresta a vivere l’America: subissata di debiti, potrebbe infatti decidere di applicare una vera e propria tassa sulla musica digitale, scatenando una raffica di critiche e, soprattutto, generando una crisi profonda nel settore.

Il governatore di New York David Paterson, per risanare il buco, ha parlato di una nuova tassa sulle corse in taxi, sul vino, sulla birra, sui sigari, sui biglietti del cinema e anche sui "servizi di intrattenimento distribuiti digitalmente".  

Una tassa del 4% sui contenuti scaricati che, secondo la Riia (l’associazione dei discografici americani), "è una mazzata su un mercato che sta cercando di risollevarsi dalla crisi. È una tassa del tutto immotivata che rallenterà la crescita e spingerà ancora più verso il baratro l’industria della musica".

Perchè puntare proprio sulla musica e sui contenuti digitali? Semplice: perchè il mercato della musica digitale, e quello dei contenuti online, è in continua crescita da molti anni e scegliere di tassare il settore è il modo migliore per far quadrare i conti, laddove non si riesce a farlo tassando settori più "tradizionali".

In tutto questo marasma, iTunes di Apple sarebbe quello che avrebbe più svantaggi dalla tassa dal momento che la politica di Jobs e soci è sempre stata quella di giocare al ribasso e una tassa del 4% sui contenuti scaricati, siano essi la tradizionale musica o i più recenti film, potrebbe ridurre le entrate del gruppo e far propendere per un aumento dei prezzi, non certo gradito dagli utenti.

La proposta deve comunque ancora passare al vaglio della commissione ma va detto che New York non è il primo Stato ad introdurre questo tipo di tassazione: Nebraska, Tennessee, il District of Columbia, Alabama, Louisiana, Maine, New Jersey, New Mexico, South Dakota, Arizona, Colorado, Hawaii, Idaho, Indiana, Kentucky, Texas e Utah l’hanno fatto tempo fa ma iTunes, che potrebbe essere il più colpito, non è mai stato toccato da queste leggi.

La legge americana non consente infatti di tassare il download nel luogo da cui viene richiesto ma solo nel luogo da cui viene messo a disposizione degli utenti per cui iTunes, che lavora in California, è rimasto fuori da questi giochetti.

Ma se anche la California seguisse l’esempio di New York, cosa succederebbe?