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17 Dec

Fabio Mercùri, l’intervista di DGMag

dgmag - 26 marzo 2009
26 marzo 2009
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In occasione dell’uscita dell’album Di tutto quello che c’è, abbiamo intervistato Fabio Mercùri, artista salentino che ha collaborato con tanti artisti italiani e che ha deciso di debuttare come solista con 11 brani che spaziano dalla canzone d’autore al pop con echi psichedelici e atmosfere suggestive.

– Sei al debutto come cantante solista. Come mai questa scelta?
Quella di scrivere canzoni è un’esigenza che ho sempre avuto, negli ultimi anni è diventata forte in me la volontà di dare finalmente concretezza a tutti i brani, gli appunti, le registrazioni e le idee che con il tempo si sono accumulate e resomi conto di avere a disposizione materiale a sufficienza tra cui scegliere gli elementi più rappresentativi ho deciso di intraprendere questo  percorso che per una parte della mia vita avevo abbandonato.    

– Di solito i musicisti salentini sono ispirati direttamente dalle loro terre. Quanto la tua terra d’origine ha influenzato Di tutto quello che c’è?
Vivere così a lungo lontano dalla mia terra mi ha dato la possibilità di avere quel distacco necessario per poter davvero capire l’essenza dei luoghi in cui ho vissuto fino all’adolescenza e in cui spesso ritorno, i ricordi, i proverbi popolari, gli sguardi della gente e quell’atmosfera unica che si respira in primavera sono parte di me e di conseguenza delle mie canzoni.

– Qual’è il pezzo che senti più tuo e che ti viene voglia di suonare più spesso?
Sono molto legato a tutte le canzoni, ce ne sono alcune (una pagina bianca, di tutto quello che c’è, naviganti smarriti) che si prestano di più a esecuzioni in acustico e per questo le preferisco in alcune circostanze ma è solo una questione di arrangiamento.

– Come definiresti Di tutto quello che c’è?
Un disco che riserva molte sorprese a chi si volesse avvicinare con la giusta curiosità grazie alla varietà di atmosfere musicali e letterali. Dal punto di vista personale, una meta e un punto di partenza.

– Perchè scegliere di pubblicare con un’etichetta indipendente?
La mia principale esigenza era quella di trovare persone con grande passione per la musica e che credessero nel mio progetto senza mai perdere di vista il lato umano di chi sarebbe di fatto diventato il mio rappresentante, avendo collaborato in passato con Alessandro Cesqui e avendo avuto quindi modo di poter apprezzare la passione e l’impegno che  mette nel suo lavoro sono stato felice di sapere che da parte sua c’era la volontà di inserirmi tra gli artisti Novunque.

– Internet e la musica, come vedi il rapporto tra le due realtà? Contaminazione o pericolo?
Sicuramente internet può dare molte possibilità soprattutto per la facilità con la quale si può comunicare a tante persone, il rischio che si corre è che ci sia con la musica un rapporto superficiale come purtroppo avviene con le relazioni  interpersonali a causa dell’esagerato utilizzo dei social network. Il modo migliore per ascoltare la musica rimane secondo me il concerto.

– Hai in programma concerti e spettacoli in giro per l’Italia?
Si, sto cominciando a fermare alcune date di promozione del disco. Farò qualche presentazione nelle librerie, il 10 aprile sarò alla Fnac di Milano e il 7 maggio alla Feltrinelli di Monza. Il 9 aprile sarò a Firenze al Teatro del Sale, il 23 aprile suonerò al Materia Off di Parma e il 24 al CiccoSimonetta di Milano.

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