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13 Dec

Fabrizio Consoli torna con Musica per ballare, l’intervista di DGMag

15 marzo 2009
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A inizio aprile verrà pubblicato il nuovo album di Fabrizio Consoli, Musica per ballare, (Novunque / Warner Chappell Musica Italiana), un raffinato “crossover”  tra  jazz, canzone d’autore e un’allegra e malinconica che rimanda alle atmosfere del Sud America.

In occasione dell’uscita dell’album abbiamo intervistato Fabrizio Consoli che ha gentilmente risposto alle nostre domande.

1. Dall’ultimo cd sono passati 4 anni. Che hai fatto in tutto questo tempo e soprattutto come si è modificato il tuo modo di fare musica da allora.
Farei prima a dirti cosa non ho fatto… oltre al disco e al tour con "la Notte Delle Chitarre"- l’ultima concessione al chitarrista "di grido" che sono stato, ho recitato (proprio così, recitato!)  nella commedia di Max Pisu "Autogrill", che ha avuto una tournée di un’anno e mezzo nei teatri italiani, e per la quale ho anche realizzato le musiche- raccolte in un disco omonimo, venduto solo in teatro e ai miei concerti, che mi hanno portato spesso all’estero. Ho organizzato e diretto rassegne più o meno grandi e messo in cantiere molti altri progetti..  oltre naturalmente a  pensare, scrivere, registrare Musica x Ballare! Fondamentalmente, ho continuato a sognare. Rispetto all’ultimo disco, se è vero che 18 Piccoli Anacronismi e M x B sono profondamente diversi, nella sonorità, nel concept, negli arrangiamenti e nella stessa realizzazione tecnica (MxB è un disco interamente registrato in casa), resta per me evidente la comune intenzione di fondo, e cioè quella di aspirare ad essere comunque musica capace di slegarsi dal temporale e quindi da tendenze o maniere, per cercare di mantenere nel tempo la sua carica emozionale. In questo senso, oltre a una fisiologica maturazione (che del resto va di pari passo col sale e pepe della mia barba), Musica per Ballare è la logica prosecuzione dei 18 P.A., cosa che abbiamo voluto risaltasse anche dalla "confezione" grafica del disco.

2. Musica per ballare è tutt’altro che una raccolta di brani da ballare. Perchè questo titolo?
Fondamentalmente perché MxB è tutt’altro che una raccolta di brani. Non credo si possa più prescindere- soprattutto passati i 40 anni, dal fare dei dischi che siano più di una semplice raccolta di canzoni. Il rischio è fare l’ennesimo disco inutile, mentre io stesso non ho più voglia più ascoltare, comprare- quindi tanto meno fare-  dischi che non siano in qualche modo assimilabili a delle piccole grandi belle criticabili difficili ingenue non importa… opere, lavori artistici- parliamo pur sempre di una delle 9 muse.. Allora, nella sua semplicità, il titolo diventa il setaccio con cui filtrare note e parole, nascendo dall’intuizione che nella sensualità di certa musica ci sia già tutto, amore odio, disperazione, e che la vita sia il vero filo conduttore, la trama stessa della danza.  Il titolo è la prima cosa a cui ho pensato, volevo che MxB fosse una sorta di "concept" album. E non è un caso che l’introduzione contenga il cuore di mia figlia registrato miracolosamente nei suoi primissimi battiti, ancora nel ventre materno, e l’ultimo pezzo si chiuda con la parola FLY.

3. Nel disco si distinguono chiaramente le influenze jazz e la canzone d’autore che si mescolano in maniera particolarmente accattivante. A  chi ti sei ispirato per le ballate dell’album?
Jobim, Martino, De André, Waits, Conte, Parker e Monk- potrei andare avanti a lungo- a tutti e a nessuno. Per me era importante trovare la maniera di rileggere in qualche modo il rileggibile, e cioè fare una bossa che non fosse proprio solo una bossa, o ritmare un cha-cha o un tango come nessun batterista si sognerebbe di suonare un cha-cha o un tango.. Per il resto, posso solo confermarti che ognuno, cercando la propria strada passa x forza per incroci già battuti, più o meno illuminati- ma che sempre incroci di altri crocevia restano… C’e una canzone nel disco (Blu!) molto “Contiana” che non mi son sentito di scartare perché funzionale e ritmicamente affascinante. Allora perché invece di nasconderlo non dedicargliela? Chapeau, grazie, ecco fatto. Così, come dimenticare che ho avuto l’onore e il privilegio di lavorare con alcuni tra i più grandi autori e cantautori italiani? Non mi sono ispirato a loro, ma sono al contempo canzoni che hanno anche il loro.. “profumo”. Insomma, come direbbe il signor G, “purtroppo, per fortuna”… questo sono.

4. Qual’è il pezzo che senti più tuo e che ti viene voglia di suonare più spesso?
Ognuna delle canzoni di Musica x Ballare è profondamente connessa all’altra, e legata a intuizioni, impressioni e soprattutto ai segni che mi son trovato sulla pelle in questi anni- che poi, in qualche modo, è ciò che il vissuto lascia addosso ad ognuno. Difficile dare preferenze.. Potrei dire, per esempio, che quando guido,  su "Giro di Carte" e "Camera con Vista" non riesco a stare fermo.. o che a volte mi perdo nella semplicità quasi "luttuosa" di ".. E se questo è l’amore", e nel suo fascino stilistico di vecchia canzone anni ’60, o che altre volte "Musica x Ballare" mi commuove davvero, ma è chiaro che in questo caso, a prevalere sono le motivazioni per cui certi brani sono nati. Quasi tutte le canzoni del disco poi, sono già state suonate dal vivo, soprattutto all’estero, dove "Una Rosa" è addirittura già uscita in una compilation.. direi che c’è una differenza sostanziale tra il suonare una canzone con la band e da solo- a volte una semplice differenza di luogo e umore, e naturalmente, di conseguenza l’effetto e il piacere che ne deriva..

5. Perchè scegliere di pubblicare con un’etichetta indipendente?
Hai una domanda di scorta? Scherzo… In realtà non ho mai pensato ad altro che un’etichetta indipendente, per vari motivi. Rispetto al tuo lavoro, per esempio, non è paragonabile sentirsi un artista importante per una piccola realtà, piuttosto che un insignificante fastidio per un gigante multi teste che sta cadendosi addosso… Poi, per lavorare su artisti come me, bisogna avere fegato, passione x la musica ( scontato? Non ci scommetterei…) una qualche tendenza suicida, e una quasi sano briciolo di follia. Non a caso hanno tutte nomi che la dicono lunga ( novunque..). E’ vero, a volte la carenza, anzi l’inesistenza  di economia, fa presto naufragare collaborazioni che in altri tempi ci avrebbero lasciato pagine importanti, e magari qualche “successo”, ma ciò non toglie che non c’è davvero nessun altro che si prende cura di parti dimenticate della nostra produzione musicale, che senza gli indipendenti non avrebbe neanche la forza di esistere. Infine, oggi non è il supporto “disco” ad avere un’importanza fondamentale, ma un team di persone che in qualche modo creda “realmente” nelle tue potenzialità, al di là della diffusa pochezza dei numeri. Questo fa la differenza, in termini di crescita dell’artista, e a volte anche in termini "quantitativi". Detto questo, la verità è che a pubblicare con una major, non ci ho neanche provato. In questo momento sarebbe stato tempo perso.

6. Da indipendente, cosa pensi del Festival di Sanremo?
Tutto il bene possibile, avendo e tenendo ben presente che cos’è il festival di Sanremo. Un’enorme macchina mediatico-promozionale, che ci spacciano come valido spaccato della meglio produzione musicale italiana, esibendo ogni anno artisti che, su quel palco, già ci cantavano quando c’era Giovanni XXIII e i Beatles non si erano ancora sciolti- e che spesso non propongono neanche le cose peggiori! Parteciparvi è comunque bellissimo, un po’ psichedelico, ma una delle cose da provare nella vita. Naturalmente, se uno canta.

7. Internet e la musica, come vedi il rapporto tra le due realtà? Contaminazione o pericolo?
E’ in assoluto una grossa opportunità- attraverso myspace, per esempio, sono in contatto diretto con persone e situazioni "reali" che non avrei nemmeno immaginato, senza- un giornalista francese sta persino traducendo alcune delle mie canzoni… E sicuramente, senza Internet non sono più pensabili risposte alle domande che la scarsa economia musicale pone sulla sua stessa esistenza… ma, naturalmente, la scommessa è riuscire a non dimenticare che è su un palco, o sotto un palco che si suda e ci si emoziona. O vedila così: quando mi perdo in quel fantastico mondo di infinite scatole cinesi che è la rete, devo ricordarmi sempre che alzandomi potrei avere il mal di schiena.

7. Programmi per il futuro
Tenere duro. Cercare di non svegliarmi.

Il MySpace di Fabrizio Consoli, dove trovare tutto il materiale e informazioni sul cantautore, è disponibile a questo indirizzo.

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