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11 Dec

Gianna Nannini: la giornata di una prostituta nel nuovo video ‘In the rain’

LaRedazione
13 settembre 2013
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Gianna Nannini mostra la giornata di una prostituta nel nuovo video ‘In the rain. La rocker toscana torna a far parlare di sé, anche con quel pizzico di trasgressione che aveva contraddistinto la prima parte della sua carriera, e che sembrava invece essersi persa nei suoi ultimi album, permeati da una svolta decisamente più romantica e pop.

Ma Gianna Nannini è un’artista che non ha mai dimenticato l’importanza dell’impegno sociale da affiancare anche a quello artistico, come testimoniato negli ultimi anni anche dal suo grande impegno in favore della causa dei terremotati d’Abruzzo.

Il video di ‘In the rain‘, nuovo singolo tratto dall’ultimo album della Nannini, ‘Inno’, è stato diretto dal regista Kal Karman, ed è stato girato a Bangkok, una delle principali mete del turismo sessuale a livello mondiale. E ad essere raffigurata è una giornata tipo di una prostituta locale thailandese, una delle migliaia di lavoratrici che ogni giorno affollano Bangkok in cerca di stranieri da abbordare, a caccia di soldi e catapultate dentro una vita che non appartiene loro davvero, e dalla quale spesso cercano di estraniarsi, per riuscire ogni giorno a vendere il proprio corpo e portare a termine la loro giornata di lavoro.

A colpire nel video di ‘In the rain’ è il contrasto evidenziato tra le attività pubbliche e quelle lavorative della ragazza orientale. Una delle tante ‘sex worker’ che lavorano in locali notturni dedicati ai turisti stranieri, un mondo dedicato al vizio, alla musica assordante e all’alcol, mentre fuori dal lavoro si mostra la vita di una ragazza come tutte le altre, che ama stare a casa a guardare la televisione, ed ha una cameretta piena di pupazzi di peluche, ed oggetti capaci di ispirare tenerezza, simbolo di una ragazza ancora giovane, ma costretta a crescere tremendamente in fretta.

La Nannini ha parlato del video di ‘In the rain’ come un qualcosa che debba stimolare malinconia, e far riflettere sulla vita che tante giovani sono costrette a fare nei paesi dell’estremo oriente, mete spesso di un turismo sessuale senza scrupoli, spesso vittime di violenza e sfruttamento, e comunque nel migliore dei casi soggette ad un’alienazione di cui molte ragazze, in particolare quelle del mondo occidentale, non sono neppure a conoscenza dell’esistenza.

Dunque malinconia da suscitare nello spettatore, ma anche maggiore consapevolezza e rispetto verso quella che è la condizione femminile in molte aree del mondo, per comprendere che favorendo il mercato del sesso ed il business delle prostitute, si alimentano anche storie tristi e drammatiche come quelle delle ragazze coinvolte.

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