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15 Dec

Giovanni Allevi: ‘Jovanotti più ritmo di Beethoven!’. Pioggia di critiche sul web

LaRedazione
24 luglio 2013
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Stavolta Giovanni Allevi l’ha sparata veramente grossa, e di questo parere è anche la stragrande maggioranza dei webnauti; e proprio sul web in queste ore impazza la polemica sulle parole del controverso musicista italiano. Una polemica che stando alle premesse potrebbe protrarsi a lungo, rimbalzando dal web ai giornali e in televisione, dove Allevi di recente è stato ospitato nel programma di successo di Maria De Filippi, Amici.

Molto amato e altrettanto odiato, Giovanni Allevi è uno dei musicisti più controversi del nostro tempo, idolatrato dai fans e letteralmente demolito dai detrattori (che, bisogna dirlo, sono per la maggior parte musicisti accademici urtati dal suo estro poco canonico). Stavolta le parole dello scandalo sono piuttosto pesanti. Ospite d’onore al Giffoni Film Festival, infatti, Giovanni Allevi ha affermato, anche con un certo entusiasmo e convinzione, che Jovanotti ha più ritmo di Beethoven.

La platea di giovani lo ascoltava a bocca aperta (il Giffoni Film Festival è la più grande manifestazione interamente dedicata al cinema dei giovanissimi e per i giovanissimi), mentre i giornalisti prendevano nota: nel giro di pochi minuti la notizia imperversava sui social network, soprattutto su Facebook e Twitter, dove nessuno risparmiava critiche piuttosto pesanti all’indirizzo del pianista e musicista più controverso d’Italia.

La discutibile affermazione di Allevi è venuta fuori mentre il musicista spiegava come la musica classica non appassioni i giovani perché manca di ritmo: Allevi si è espresso nei toni enfatici ed entusiasti che gli sono propri, accentuando il tutto con un pizzico di megalomania. Anche quando spara dichiarazioni di tale portata, però, Allevi non perde mai il suo abituale e ingenuo candore, facendo nascere spontanea la domanda: ci fa o ci è? Sono in molti a chiederselo in queste ore. Tuttavia Allevi non si è fermato, incurante della discutibilità e della scorrettezza del paragone, dal momento che Beethoven e Allevi sono vissuti in epoche diverse e appartengono a due mondi musicali lontanissimi, se non opposti.

Il pianista si è spinto oltre, affermando che la sua è vera musica classica contemporanea. Se ne è davvero convinto, si chiedono però i suoi detrattori, perché continua a piangersi addosso parlando della forte depressione in cui l’hanno fatto cadere i critici musicali stroncando un album dopo l’altro? Ancora una volta sembra che Allevi voglia cucirsi addosso i panni di genio incompreso, salvo lamentarsi di questo ruolo ogni volta che ne ha l’occasione. Continua anche la polemica tra il pianista e i conservatori colpevoli di non lasciargli varcare la loro soglia, accusandolo neanche troppo velatamente di essere una specie di impostore. Chi avrà ragione? Mai come in questo caso, è opportuno dire: ai posteri l’ardua sentenza!

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