Giovanni Allevi si dà alla scrittura

Un vecchio adagio popolare dice: "ogni riccio un capriccio" ma nel caso di Giovanni Allevi ogni riccio sembra proprio rappresentare un pensiero, una nota, una nuova avventura nei meandri poetici e misteriosi della sua arte.

A testimonianza di ciò, ecco arrivare l’ennesima iniziativa scaturita dal suo grande potenziale che, questa volta, ha trovato forma nelle parole.

Esce per Rcs Libri La musica in testa, una sorta di diario che spesso sfocia nel flusso di coscienza del virtuoso pianista marchigiano che, tra un aneddoto e l’altro, inserisce anche momenti di riflessione non solo personale, ma persino filosofica.

Una dopo l’altra, ogni pagina racconta uno spaccato della vita di Allevi, sin dagli esordi: gli insuccessi, le audizioni andate male, la gavetta da precario, il trasferimento a Milano, la laurea in filosofia, l’involontaria ironia di alcune situazioni; più di tutto appare chiaro quanto la vita di questo ragazzo timido ed ansioso ruoti attorno alla musica, esattamente come suggerisce il titolo del libro.

Tutt’ora in tour con ancora una quarantina di date in programma che, fino a maggio, lo porteranno in lungo ed in largo per la penisola, Allevi trova il tempo dunque per scrivere di sè, della sua concezione della vita, di quello che lo circonda ma ancor più di ciò che popola la sua interiorità.

A suo dire, mettere su carta è un modo per rifuggire dall’ansia, forza che solitamente può paralizzare ma che, come ha spesso raccontato, è stata anche ispiratrice di alcune sue melodie incantevoli, come ad esempio il brano "Panic" contenuto nell’album "Joy" (2006), pezzo creato proprio a seguito di un attacco di panico.

La parola come liberazione, dunque; e la musica come insostituibile pilastro della sua vita.