Glastonbury 2008 non delude il popolo dei festival

Domenica 29 giugno, dopo un’emozionante performance dei Verve di Richard Ashcroft finalmente tornati a suonare insieme, si sono spenti i riflettori sulla cittadina britannica di Glastonbury, che anche quest’anno ha ospitato una delle manifestazioni più importanti del panorama rock a livello mondiale.

 

Come ogni anno non sono mancate le polemiche (per l’inserimento tra gli headliners del rapper americano Jay-Z, Noel Gallagher degli Oasis avrebbe dichiarato che la tradizione del festival non ha nulla a che vedere con la musica hip-hop), né tanto meno gli scandali…

 

 

E indovinate un po’ chi ne è stata protagonista? Ma certo, sempre lei: Amy Winehouse, che come abbiamo scritto avrebbe sferrato una bella gomitata a un fan impertinente colpevole di averle tirato i capelli durante la performance di Rehab, il pezzo che l’ha resa celebre.  

 

Incidenti di percorso a parte, la trentottesima edizione di “Glasto” non ha tradito i suoi standard qualitativi, e ha offerto performances indimenticabili agli oltre 150.000 spettatori che si sono alternati durante le tre giornate di musica; anzi, l’organizzatore del festival, l’ultrasettantenne Michael Eavis, è rimasto così soddisfatto da aver già ingaggiato i prestigiosi protagonisti della prossima edizione della kermesse.

 

Tra venerdì e domenica si sono succeduti sul palco nomi importanti e artisti emergenti che presto faranno parte del firmamento del rock.

 

 

Si sono esibiti tra gli altri: Goldfrapp, Massive Attack, Raconteurs, Kings of Leon, Duffy e Pete Doherty; ma le performances di questa edizione che resteranno nel cuore saranno sicuramente l’esibizione dei Verve, con un repertorio che ha ripercorso tutta la loro carriera fino ai pezzi del nuovo album, il piglio dei Franz Ferdinand, l’interpretazione di Smockers Outside (the Hospital Doors) degli Editors, e Leonard Cohen che, dopo 15 anni di assenza dalle scene, ha regalato la sua splendida Hallelujah al popolo di Glastonbury in deliquio.