Gli I Am Kloot al lavoro con Danny Boyle?

John Bramwell (voce e chitarra), Peter Jobson (basso e tastiere) e Andy Hargreaves (batteria e sezione ritmica) sono i componenti degli I Am Kloot, gruppo mancuniano esploso a inizio millennio sotto l’egida di quello che venne battezzato come NAM, ossia il new acoustic movement.

Si trattava, appunto, di band che prediligevano il suono delle chitarre acustiche per ballate malinconiche e introspettive; tra i più noti esponenti di questo movimento (come sempre inventato dalla stampa specializzata per la sua mania di raggruppare e di lesinare le parole) figurano i Turin Brakes,  Kings Of Convenience, ma anche Elbow, Doves e Divine Comedy. In mezzo a tutti questi gruppi a finire un po’ nel dimenticatoio c’erano pure gli I Am Kloot.

I quali, tuttavia, non hanno mai smesso di fare musica e di andare in tour: il trio, infatti, dopo l’apprezzatissimo esordio dell’album Natural History, una piccola perla di genio ed emozione, ha realizzato altri due album e ha continuato ad esibirsi dal vivo, soprattutto nella patria Inghilterra.

E’ infatti il live la dimensione in cui il trio di Manchester riesce a dispiegare al meglio le proprie virtù, il momento in cui la splendida e particolare voce di Bramwell si fonde con il muro di suoni e atmosfere che la band sa costruire.

Proprio per questa particolarità di dare il meglio sul palco, ora la band manda in stampa un nuovo album registrato in presa diretta, senza i ritocchi di una tradizionale registrazione in studio.

Il nuovo lavoro si chiama Play Moolah Rouge (riferito alla sede delle registrazioni) ed è stato pubblicato dalla label indipendente Skinny Dog, inizialmente in una serie di duemila copie numerate, e in seguito anche per la grande distribuzione; Play Moolah Rouge è un disco scarno ed essenziale, dura poco più di mezz’ora, ma è in grado di suscitare forti emozioni.

A parte un paio di brani un po’ più ritmati, infatti, il disco è in perfetto stile I Am Kloot, con ballate struggenti e introspettive, a tratti illuminate da un raggio di sole con la presenza, per la prima volta, di una sezione di archi.

Intanto si parla del trio mancuniano anche nel mondo del cinema: pare infatti che l’eclettico regista Danny Boyle (Trainspotting, The Beach, 28 Giorni Dopo…) abbia scelto gli I Am Kloot per scrivere la colonna sonora del suo prossimo film.

Di cosa si tratta? Beh, a quanto pare Boyle vuole stupirci anche questa volta: infatti sembra proprio che il genere prescelto (e inedito per il regista britannico) questa volta sarà il musical.

L’idea di realizzarlo gli sarebbe venuta dopo aver visto il sanguinario Sweeney Todd del crepuscolare Tim Burton…