Helldorado dei Negrita, protesta e consapevolezza

Di fronte a una realtà che assomiglia sempre più a un inferno dorato, un Helldorado, come hanno chiamato il loro nuovo album, i Negrita hanno deciso di scegliere la strada della "critica sociale".

E per questo, a Milano per la conferenza stampa, dicono: "ci siamo tolti la cappa lattiginosa che, negli ultimi anni, ha indossato la società italiana dove sembra che non si possa più criticare niente e nessuno".

Ma "se non si mette mai in discussione ciò che il potere impone dall’alto si rischia tutti" e per questo, "se anche altri artisti tirassero fuori il coraggio di portare certi argomenti all’attenzione della massa, o anche solo di una nicchia avremmo tutti da guadagnarci".

Il nuovo disco, registrato tra Buenos Aires e la Toscana, racconta di una band sempre più compatta e forte, in continua evoluzione pur mantenendo fedeltà alla linea che ha fatto storia e alle origini.

E così la nuova vena di protesta dei Negrita affiora in brani come Il ballo decadente, con la distanza tra politici e paese reale, Radio conga contro lavoro nero e finte illusioni, Il libro in una mano, la bomba in un’altra sul dogmatismo del Vaticano, la politica imperialista americana e la deriva integralista islamica.

Helldorado, dice Pau, "è l’ideale prosieguo de L’uomo sogna di volare ma se il disco precedente rappresentava per noi il primo approccio a certe sonorità, questo rappresenta l’evoluzione, l’epifania di un gruppo che ha maturato una certa padronanza dei linguaggi musicali, che ha recuperato le contaminazioni dei Mano Negra e dei Clash pur non dimenticando i capisaldi rock come Bob Dylan, Rolling Stones e altri. Un gruppo rinato, dopo la crisi che ci ha travolto con Zombie, dopo che nel 2003 siamo andati a Sanremo senza le idee chiare. Abbiamo passato un momento di crisi, ma adesso siamo rinati".

In Helldorado, dicono, "non c’é solo critica, ma tanta voglia di voltare pagina" perchè "del disco, alla fine", dice il cantante Pau, "rimane in mente il rumore della felicità, che é un po’ il sapore di tutto l’album".

E così, tra toni allegri e protesta, in Salvation i Negrita arivano ad auspicare una rivoluzione "non armata, ma assolutamente necessaria perché ormai la realtà è del tutto aberrata, l’Italia va completamente revisionata".

"Non siamo schierati politicamente. Siamo solo musicisti che si limitano a dire quello che pensano. E se fare ciò, oggi, passa per un atteggiamento barricadero, è anche merito di una certa stampa asservita, che seguendo in pieno il trend dettato dalla stragrande maggioranza degli italiani vede il confronto, la dialetica ed il dissenso come qualcosa da reprimere o rimuovere. Anche per questo ci siamo allontanati dall’Italia: spesso, per vedere meglio le cose, devi allontanarti da esse. E se sei un artista è meglio. E se tutti gli artisti trovassero il coraggio di tirare fuori i coglioni e farlo, ne guadagneremmo tutti".

Helldorado dei Negrita uscirà il 31 ottobre, grazie anche alla collaborazione di Roy Paci e degli artisti argentini Bersuit e La Zurda, mentre il tour della band toscana inizierà il 5 febbraio a San Benedetto del Tronto per chiudersi il 28 febbraio a Bologna: tra le città che verranno toccate Roma, Milano, Napoli, Torino e Padova.