Ian Curtis rivive al cinema con Control

Il nome di Anton Corbijn è un’istituzione nel mondo della musica: è infatti uno dei più grandi fotografi che hanno commentato la storia del rock per immagini, ne è esempio la sua ventennale collaborazione con band come gli U2 (suo lo scatto della copertina di The Joshua Tree).

Nel 1979, quando aveva circa una ventina d’anni, Corbijn decise di abbandonare la natia Olanda per raggiungere l’Inghilterra dopo avere ascoltato un album; si trattava di Unknown Pleasure dei Joy Division.

In seguito il fotografo olandese ebbe modo di immortalare la storica band di Manchester e ora, a una distanza di quasi trent’anni, presenta sugli schermi di tutto il mondo la sua prima opera in qualità di regista: un film sulla tragica vicenda di Ian Curtis, leader del gruppo.

 

La pellicola si intitola Control ed è tratta dalla biografia Touching From A Distance (in Italia edita da Giunti col titolo Così Vicino Così Lontano – La Storia di Ian Curtis e dei Joy Division), scritta dalla vedova Deborah Curtis.

Il film, realizzato in bianco e nero in perfetto stile Corbijn, narra della breve ma epica vicenda di Ian Curtis e dei Joy Division, di come la band si formò in quel clima post-punk del tramonto degli anni ’70 in cui mossero i primi passi le icone glam David Bowie e Iggy Pop, e di come la stella smise di splendere in quel tragico 17 maggio del 1980, quando Ian Curtis decise di togliersi la vita impiccandosi, all’alba di un tour oltreoceano che avrebbe dovuto renderli delle celebrità.

 

Nonostante tutto la cronaca li fece davvero diventare delle celebrità e se da un lato l’allora solo ventitreenne Curtis non potè godere del successo dello splendido singolo Love Will Tear Us Apart (uscito postumo a un mese di distanza dal suicidio), dall’altro quel tragico gesto, causato dalle sempre più frequenti crisi epilettiche e nevrosi e dai sensi di colpa per i continui tradimenti ai danni della moglie, lo consacrò a quel triste olimpo di talenti prematuramente scomparsi, insieme alla Joplin, a Jim Morrison e a Jimi Hendrix.

Dopo la morte di Ian Curtis gli altri membri del gruppo continuarono a suonare insieme e fondarono i New Order. Uno dei punti forti di Control è sicuramente la colonna sonora, e la sua forza e bellezza sta nel fatto che a interpretare tutti i brani sono stati proprio i New Order, tornati per l’occasione ad essere i Joy Division.

 

Tra i membri del cast, composto per lo più da esordienti, spicca l’attore Joe Anderson (già eccellente co-protagonista del musical sulle canzoni dei Beatles Across the Universe), qui nei panni del musicista Peter Hook.