Kate Nash strega con il suo pop “indipendente”

Ventenne, britannica, capelli rossi e un bel visetto sorridente. C’è da pensare che questa sia la descrizione dell’ennesima stelletta del pop mordi e fuggi. Invece no.

La giovane cantautrice Kate Nash sta spopolando in tutta Europa col suo album d’esordio, "Made of Bricks", pubblicato lo scorso 6 agosto dall’indipendente Fiction Records. La Nash si è fatta conoscere con il singolo "Foundations", arrivato al numero 2 della classifica ufficiale inglese e trasmesso ben presto anche dalle nostre radio (che attualmente hanno in programmazione il singolo "Pumpkin soup").

Un bel traguardo per la giovane Nash, che a volte ricorda Bjork nell’uso della voce, anche se le sue canzoni sono più orecchiabili e fruibili di quelli della collega islandese pur mantenendo una loro freschezza e originalità. I testi parlano di "vita vissuta", di situazioni che possono capitare a chiunque, di errori che si commettono nel rapportarsi con gli altri.

Il tutto condito con brio e con quell’inconfondibile accento "british" che infonde ritmo alle canzoni e che le fa amare subito, al primo ascolto.

Di certo un successo inatteso per Kate che, cresciuta nella periferia londinese, sognava di diventare un’attrice ma che un piccolo incidente ha portato sulla strada della musica: durante il ricovero dovuto ad una brutta caduta, la piccola Kate ha sentito forte l’impulso di scrivere canzoni, scoprendo nella musica la sua vera vocazione (sin da piccola suonava il pianoforte). Myspace è stato il suo trampolino di lancio, la rete, quindi, il mezzo più diretto e a basso costo per arrivare a più persone possibili.

Il resto è ora sotto gli occhi, o meglio, le orecchie di tutti.