L’alba di domani dei Tiromancino è disco d’oro

Il nuovo album di Tiromancino, L’alba di domani, che contiene, oltre agli inediti, anche le musiche del film Nero Bifamiliare, di cui Federico Zampaglione è regista (il film è in uscita nelle sale il 13 aprile), esce domani nei negozi ed è già disco d’oro.

Il disco  è stato arrangiato e prodotto da Zampaglione che ha anche suonato quasi tutti gli strumenti.

Come al solito, anche questa volta sono presenti numerose collaborazioni: quelle del padre Domenico e del fratello Francesco, quelle di Rosario Iermano, percussionista napoletano e anche di Claudia Gerini che si presenta come autrice del testo di Niňa de luna, un pezzo in lingua spagnola, di cui è anche l’interprete.

Se il disco nasce dal film, nel senso che ne riporta gli episodi sonori più salienti, non si identifica però con esso; in qualche modo, le situazioni e i personaggi della vicenda raccontata nel film hanno fornito a Zampaglione spunti e atmosfere per allargare il discorso e creare un lavoro in qualche misura autonomo, che non è solo una sound-track, ma un vero e proprio prodotto nella storia dei Tiromancino, anche dal punto di vista del sound.

Si nota infatti una maggiore incisività ritmica, garantita anche dall’apporto di Piero Monterisi, batterista presente in tutta la recente produzione del gruppo.

In questa relazione di continuità e differenza, tra film e disco, risalta il fatto che la composizione dei brani riflette l’idea del film, cioè quella che ogni cultura è in realtà l’intreccio di molte culture e di molteplici punti di vista.

Infatti, oltre ad alcune nuove canzoni in italiano, compaiono un pezzo in lingua spagnola e un blues in inglese; così come accanto al tema dell’amore (L’alba di domani, Un altro mare, Niňa de luna), pur presente, fa la sua comparsa un testo sulla condizione umana (Poveri uomini) e, nella migliore tradizione dei Tiromancino, due pezzi (Non per l’eternità e Angoli di cielo) caratterizzati da sonorità elettroniche che portano il discorso sulla condizione di estraniazione in cui oggi viviamo.

Più nella scia del rock e del blues più acido, invece, i  brani Nero bifamiliare, Stop making numbers, Linea di confine e Empty Can in cui emerge anche il lato chitarristico di Federico Zampaglione.