Max Gazzè in concerto all’Auditorium di Roma

L’ eleganza con cui pizzica le corde del basso, l’ondeggiare sublime della sua mano in un ritmo nobile ed originale; sono, questi, sinonimi della composta e fine espressione d’arte di Max Gazzè, che si è esibito ieri sera alla Cavea dell’ Auditorium Parco della Musica di Roma.

Ad accoglierlo sono stati gli spalti pieni del set organizzato della manifestazione Luglio suona Bene, a cui l’artista romano ha regalato emozioni di un gusto musicale che nasce da Bruxelles, giunge in Italia e si sviluppa creando l’apoteosi del successo con i brani che l’anno accompagnato dal 1996 (uscita del primo album “Onda del mare”) ad oggi con il novello disco Tra l’aratro e la radio, presentato con la partecipazione al Festival di San Remo con il brano Il solito sesso.

La ricerca di uno stile personale ed innovativo ha portato, ieri sera, ad uno spettacolo acustico davvero esilarante. L’apertura del concerto è stata affidata a Mauro Di Maggio, artista romano conosciuto meglio come l’autore del brano Non ti voglio fermare, di spicco qualche estate addietro.

Con la tendenza fisica e le movenze un po’ all’inglese, Gazzè si presenta sul palco aprendo il concerto con la sua effige riconosciuta: posizione composta in un’atmosfera quasi paradisiaca di luci e fumi, e il capo rivolto sempre verso il suo strumento per eccellenza. il basso. L’ouverture della sua esibizione è affidata al pezzo di apertura (L’evo dopo il medio) del suo ultimo disco, in cui Gazzè e compagni scatenano chitarre, sintetizzatore e batteria in un rock incisivo e coinvolgente tanto da scaldare subito l’ atmosfera.

Gazzè è abile e riesce subito ad elevare l’adrenalina con una raffica di “avi” brani che l’hanno contraddistinto nel panorama musicale italiano, rendendolo uno degli artisti maggiormente sui generis; stiamo parlando dei pezzi L’uomo più furbo, Vento d’estate, il Timido ubriaco, Una musica può fare ed una delle rivelazioni del suo lavoro del 1998, Cara Valentina in cui, il riccioluto artista romano, si è lanciato in un’ esibizione, in assolo, stravagante e ritmata degna dei migliori bassisti di tutti i tempi.

Presentatosi sul palco con una band di musicisti professionisti, Gazzè ha offerto un’ omogeneo spettacolo artistico in cui, oltre alla sua old version, ha presentato e promosso i pezzi dell’ultimo disco procedendo con il connubio batteria- basso – chitarra ed elevandosi testualmente con la proposta di Mostri, L’ultimo cielo, Elogio alla sublime convivenza e il brano di lancio, il Solito Sesso: icone di parole da Olimpo che si mescolano e sono la dimostrazione che anche un “Poeta Minore” sa essere sublime.

La chiusura non poteva essere altro che spettacolare.Dopo la proposta di uno dei suo classici, La Favola di Adamo ed Eva, Max si lancia con il maestro batterista Puccio Panettieri, in un assolo di basso ricordando il suo primo amore da strumentista.

Si lancia in una scarica di ritmo ribelle e rock, ma soavemente e fluidamente abbassa i toni e il rock più sperimentale, si trasforma in un reggae degno del più grande padre del genere: Bob Marley, a salutare il pubblico e gridare, musicalmente,

Don’t give up, per stimolare chi ha perso il coraggio di far musica ad un certo livello.