Mercury dei Bloc Party denuncia la Casa Bianca

Scoperti dai Franz Ferdinand che, dopo aver ascoltato una solo loro demo, hanno cercato il modo di farli esibire su un palco, i Bloc Party, gli scatenati elettronici ragazzi inglesi hanno spopolato in tutto il mondo con il loro esordio nel 2005, grazie al brano Silent Alarm, e non hanno più abbandonato la scena.

Dopo tre anni, sono ancora belli e attivi nel loro campo e sono alle prese con l’uscita del nuovo singolo dal titolo Mercury, presentato lo scorso 7 luglio su Radio One, cui ha fatto immediatamente seguito l’upload sul sito della stessa radio.

I ragazzi londinesi, cappeggiati dal cantante Kele Okereke, sono ritornati con un singolo ancora più maturo che conferma a loro passione per l’elettronica e tutto ciò che si evolve e si diffonde; in effetti dopo il video di Flux, di base prettamente elektro, i Bloc Party non abbandonano il loro stile ed approfondiscono queste sonorità del tutto innovative.

Il video musicale di Mercury è originale e sembra quasi apparire come una denuncia nei confronti della Casa bianca; in effetti il capo Smith, creatura costruita da scienziati scimmia che mettono insieme delle parti diverse del corpo – dopo diverse apparizioni nel mondo – acquista  abbastanza notorietà tanto da giungere alla Casa Bianca e divenire presidente degli Stati Uniti (da sottolineare che la nuova creatura costruita ha la testa di un toro!). Dichiara guerra agli altri paesi e va in battaglia per guadagnare banane per i suoi padroni.

 

Il continuo reiterare, nel testo del brano, della frase Mercury’ s in retrograde legato ad un insistente ritmo elektro, fanno del singolo dei Bloc Party una nuova tendenza guida di genere che sicuramente renderà invitante la scoperta del terzo disco del gruppo, in uscita (come ha anticipato il cantante Kele) entro la fine dell’anno.