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13 Dec

I Muse denunciano: ‘Pagate tangenti per i fuochi d’artificio all’Olimpico’

LaRedazione
29 luglio 2013
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In una intervista rilasciata al quotidiano britannico The Sun, Matthew Bellamy, leader dei Muse ha dichiarato che il suo gruppo è stato costretto a pagare delle tangenti per poter sparare dei fuochi d’artificio durante il concerto che la band inglese ha eseguito allo stadio Olimpico di Roma. Una notizia che, seppur priva di conferme ufficiali da parte dell’organizzazione del concerto, non depone certamente a favore di una corretta gestione dell’evento.

Il concerto è andato in scena meno di un mese fa il 6 luglio, ma l’intervista con il tabloid inglese è uscita solo ora, senza che se ci fossero avute avvisaglie sia immediatamente prima che dopo il concerto. Il concerto fu caratterizzato da molti effetti speciali, alcuni molto spettacolari che coinvolsero tutto il pubblico dei 60.000 giunti allo stadio Olimpico da ogni parte d’Italia. Per quanto riguarda il passato della band inglese c’è anche da rimarcare il fatto che nel corso delle prove del concerto live che il gruppo tenne nello stadio di Coventry ci fu un principio di incendio. A Roma, vista la vicinanza con lo stadio della Naturale di Monte Mario, il rischio incendi è ancora maggiore. Nell’intervista comunque, più che sui problemi ecologici si è puntato più sul fatto che per poter sparare i fuochi d’artificio sia stato necessario pagare tangenti a determinate persone e far intervenire anche l’ambasciata inglese.

Il The Sun ha così potuto effettuare un grosso scoop, ma sicuramente le dichiarazioni del leader dei Muse dovranno essere approfondite e verificate per chiarire la vicenda, nella quale anche gli organizzatori non fanno certo una bella figura. Starà alle autorità italiane aprire o meno un’inchiesta sulle dichiarazioni, nel corso delle quali Matthew Bellamy ha comunque detto espressamente che il fenomeno delle tangenti non è solo italiano, ma viene riscontrato anche in altri luoghi esteri dove si tengono i concerti. Prima del concerto romano, nel loro tour i Muse avevano fatto tappa anche a Torino dove si erano esibiti per due sere allo stadio Olimpico, con la seconda serata del 29 giugno, inserita straordinariamente per esaudire i numerosi fans che non erano riusciti ad acquistare i biglietti per il concerto del 28.

Prima di arrivare in Italia, il tour dei Muse ha debuttato con due serate all’Emirates Stadium di Londra, con una grande scenografia, un palco ed una pedana che arriva fino al centro dello stadio, che ha necessitato di diversi giorni per il suo montaggio e molte persone impegnate. Nella scaletta della band inglese sono comprese canzoni tratte da tutti i 6 album del gruppo. Il tour dei Muse continua con tappe in tutto il mondo.

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