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18 Dec

Muse: ‘Non c’è stato alcun tentativo di corruzione’

Emanuele Calderone - 30 luglio 2013
Emanuele Calderone
30 luglio 2013
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Matthew Belami, ma cosa dici! Il cantante dei Muse, che assieme alla sua band ha tenuto un concerto allo stadio Olimpico di Roma lo scorso 6 Luglio, ha dichiarato al giornale inglese The Sun quanto segue: “We had to bribe people with thousands of euros”, che tradotto in parole povere significa “Abbiamo dovuto pagare tangenti per di migliaia di euro. Per far cosa? Per poter lanciare dei fuochi d’artificio durante la data svoltasi nella capitale.

L’accusa, gravissima, prosegue: ‘Tutte le volte abbiamo dei problemi: abbiamo contabili e legali che devono discutere con ogni tipo di ente locale, polizia e promoter. Abbiamo dovuto telefonare all’Ambasciata Britannica a Roma per parlare con qualche responsabile”.
Le parole del leader dei Muse hanno fatto riunire subito una Commissione speciale, che avrebbe dovuto valutare l’accaduto. Intanto anche la Questura di Roma ha cominciato ad indagare, per far luce sui fatti.

Dopo tutto il polverone alzato dall’eccentrico artista inglese, ecco però che arriva la smentita niente meno che da parte della band stessa, che tramite la Vivo Concerti – il loro promoter per quanto riguarda i tour in Italia – fa sapere che non vi sarebbe stato alcun tentativo di corruzione da parte di nessuno, smentendo così le parole di Belamy.

Tutto finito dunque? Sì, o almeno speriamo. Resta però ora da fare luce su un ultimo particolare. Non c’è stato alcun tentativo di corruzione ma perché una megastar come Matthew che, diciamocelo, non ha proprio bisogno di ricorrere a certi mezzi per guadagnare un po’ di attenzione da parte dei media, si sarebbe inventato una storia tanto assurda? Solo lui potrà dircelo.

[foto: repubblica.it]

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