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12 Dec

Polemica Rolling Stone: in copertina c’è l’attentatore di Boston

LaRedazione
18 luglio 2013
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La copertina del magazine musicale Rolling Stone ha fatto subito clamore: infatti, se solitamente viene dedicata a rock star e ad artisti del panorama musicale internazionale, a parte alcune eccezioni fatte a favore di personalità di spicco, stavolta l’attenzione è stata data a un personaggio a dir poco controverso: Dzhokhar Tsarnaev, il ragazzo ceceno ritenuto responsabile dell’attentato alla maratona di Boston che si è tenuta lo scorso 15 aprile.

L’attentato è stato causato da due ordigni precedentemente piazzati sul traguardo della maratona ed ha causato la morte di tre persone, oltre a circa centottanta feriti. Solo quattro giorni dopo, il 19 aprile, due fratelli ceceni sono stati ritenuti responsabili, da parte dell’FBI, di aver collocato gli esplosivi. Durante la stessa giornata i due ragazzi sono stati coinvolti in una sparatoria, nella quale ha perso la vita Tamerlan. Dzhokhar, invece, è stato arrestato e questo mese è stato scelto come personaggio di copertina di una delle riviste patinate più vendute, appunto, Rolling Stone.

La polemica è immediatamente scoppiata sui social network. Sono in molti a ritenere sbagliata di mettere in una copertina solitamente dedicata ai divi del rock il volto di un attentatore, avvicinandolo in questo modo ai lettori e spingendoli a provare una sorta di empatia nei suoi confronti. Il rischio è quello che, a torto, ma spesso accade, venga attribuito al mostro una sorta di fascino.
La foto è quasi sicuramente un autoscatto ricavato da una delle numerose pagine social aperte dal ragazzo e lo ritrae con i capelli ricci spettinati, il pizzetto ed un sorriso leggermente accennato. Alcuni hanno trovato una certa somiglianza con le foto di Jim Morrison.

All’interno della rivista si trova un servizio lungo e dettagliato riguardante la vita di uno studente che sembrava essere promettente ma, una volta introdotto nell’Islam più radicale, è diventato un mostro, un attentatore ed un assassino.
Come sempre fermarsi alle apparenze, ed in questo specifico caso alla copertina, non è sufficiente, prima di giudicare la scelta editoriale bisogna leggere l’articolo che racconta come qualunque bravo ragazzo che venga plagiato da una ideologia estremista e faccia propri i suoi dettami possa cadere in trappola e compiere azioni che, forse, altrimenti non avrebbe mai compiuto.
La polemica continua a correre sul web e si divide tra chi appoggia l’analisi, spoglia di elogi, di un personaggio negativo e chi ritiene che mettere la sua faccia in primo piano in copertina sia un errore.

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