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16 Dec

Spotify: la promozione scolastica a portata di musica?

Gianfranco Mingione - 14 settembre 2013
Gianfranco Mingione
14 settembre 2013
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La musica in soccorso degli studenti. Secondo una ricerca di Spotify, servizio musicale on demand, presente anche in Italia, ascoltare la musica durante lo studio fa bene. La ricerca è stata condotta dalla dottoressa Emma Gray, esperta di psicologia clinica e specializzata nella psicologia educativa al British Cognitive Beahaviour Therapy and Counselling Service di Londra. Lo scopo era quello d’indagare gli effetti della musica sullo studio.

I risultati? Ascolta la musica giusta e avrai risultati migliori. È emerso che gli studenti che, durante l’apprendimento, ascoltano musica classica con 60-70 battiti al minuto, raggiungono in media un punteggio più alto del 12% nelle prove di matematica, l’equivalente di quasi un voto in più. Perché? Il range di melodia e tono che si trova nella musica classica, come in Per Elisa di Beethoven, aiuta gli studenti a concentrarsi più tempo e a memorizzare più informazioni.

Quanti battiti occorrono per le Scienze, le lingue e gli Studi Umanistici? Per queste discipline occorre ascoltare musica con 50-80 battiti al minuto come We Can’t Stop di Miley Cyrus e Mirrors di Justin Timberlake. Questo tipo di musica ha un effetto calmante sulla mente, favorisce il pensiero logico e permette al cervello di imparare e ricordare nuovi dati.

Inglese, Teatro o Arte hanno bisogno di musica rock e pop. La ricerca mostra che, in questo caso, si dovrebbe ascoltare musica rock e pop coinvolgente come Firework di Katy Parry e (I Can’t Get No) Satisfaction dei The Rolling Stones. Brani come questi, infatti, producono uno stato di eccitazione elevato che può aumentare la creatività.

Spotify ovviamente ha creato una playlist ad hoc per tutti gli studenti che scaricano musica in streaming, come afferma Angela Watts, VP of Global Communications di Spotify: “Con l’aiuto della dottoressa Gray abbiamo creato le playlist perfette per aiutare gli studenti a prendere i voti che desiderano”. Comea dire: il mercato non “perde il ritmo” dei suoi consumatori.

Con le cuffie l’importante è ascoltare la musica nei modi e tempi giusti: “spararsi” per diverse ore di fila musica ad alto volume nelle orecchie, come dicono anche le recenti ricerche in ambito europeo, può far solo che male. Non bisogna eliminare le cuffie bensì seguire la regola del 60, ovvero ascoltare musica di intensità non superiore ai 60 decibel e per non più di un’ora al giorno. È un numero facile da ricordare! Altrimenti si può sempre mettere sù un bel vinile, cd o altro per ascoltarla in modalità stereo.

[fonte: www.flickr.com]

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