0 Shares 14 Views
00:00:00
16 Dec

Spotify, Moby attacca Yorke: ‘E’ un anziano’

LaRedazione - 28 novembre 2013
LaRedazione
28 novembre 2013
14 Views
moby thom yorke

Moby replica alle dichiarazioni di Thom Yorke, leader dei Radiohead, che si era scagliato contro Spotify, accusandolo di non pagare adeguatamente le giovani leve musicali, intascando royalties cospicue. Questa però è l’opinione di un singolo che, se pur condivisa da molti musicisti, non trova d’accordo artisti come Moby. Egli si dice un fan accanito dei Radiohead, ma allo stesso tempo non può perdonare le dichiarazioni rilasciate da Yorke, che in pratica definisce datate. Lo scontro si fa duro e di certo avrà nuove battute che andranno ad arricchirlo.

La risposta è arrivata (così come l’attacco di Yorke) su Twitter, dove Moby ha definito il collega nient’altro che un vecchio lamentoso. In pratica il cantante viene paragonato a uno di quegli anziani, sparsi un po’ in tutto il mondo, che gridano la propria disapprovazione contro i treni odierni super veloci, semplicemente perché non fanno parte della loro generazione e non riescono a comprenderne fino in fondo l’utilità.

L’attacco a uno dei più celebri mezzi di diffusione musicale non è andato proprio giù a Moby, che ha parlato di Yorke nello specifico, riferendosi però chiaramente a tutta una generazione di artisti che non sembra avere intenzione di evolversi. Per Moby tutto ciò che consente di diffondere musica tra la gente e di avere sempre più melodia nella loro vita è da apprezzare. Yorke però non ha affatto attaccato il sistema di diffusione della musica, quantomeno la digitalizzazione dei suoi brani, che erano tra l’altro presenti su Spotify. La sua ira era stata rivolta unicamente al trattamento riservato ai musicisti emergenti, che ricevono una percentuale minima delle royalties che gli spetterebbero, che invece terminano nella tasche profonde degli azionisti.

Di certo questa disputa non avrà una fine rapida, e probabilmente si vedranno formarsi due schieramenti a breve. Infatti ad appoggiare Yorke ci ha già pensato David Byrne, seppur non citando affatto il frontmen dei Radiohead, eliminando gran parte del proprio catalogo musicale dal social.

“Internet succhierà tutta la creatività della musica fino a che non ne rimarrà nulla”. Queste sono le parole di Byrne sul Guardian, il quale se la prende soprattutto con una musicalità ormai di massa e appiattita nei suoni, strutturata unicamente per funzionare in cuffia e sui vari social musicali.

Anche Yorke ha eliminato tutti i pezzi che ha inciso al di fuori del progetto Radiohead. In pratica non sono più udibili album come The Eraser o Amok. Il suo è di certo un piccolo e minimo gesto di ribellione, che ben presto scopriremo se sarà in grado di dar vita a una vera e propria reazione a catena. Intanto il caso Spotify cresce a dismisura ed iniziano a formarsi insiemi di opinioni che appoggiano la ‘causa’ di Yorke ed altre che sostengono la visione di Moby.

 

Loading...

Vi consigliamo anche