Tutto pronto per l’Independent Music Day

Mentre il Festival di Sanremo si piega sotto i colpi dell’Auditel, e nella giornata in cui il Festival si ferma per dare spazio al calcio, gli Indipendenti si danno appuntamento nella città ligure.

Statuto, Gang, Freak Antoni, Quintorigo, Jovine, Andrea Innesto "Cucchia", Marco Ferradini e Max Cottafavi, Enrico Capuano, Nello Daniele, Enzo Gragnaniello, Carlo Marrale, Pietra Montecorvino, Enrico Nascinbeni, Archinuè, Aida Satta Flores, Bobby Soul, Khorakane, Almamediterranea, Triacorda, Essenza, Jacopo Bettinotti, 7 Grani, Yres, Alessio Lega, Dj Tarik e Filippo Q: sono solo alcuni degli oltre quaranta artisti che si alterneranno sul palco dell’Independent Music Day in piazza Colombo a Sanremo a partire dalle 13 per chiedere insieme ai promotori, Francesco Baccini e Giuseppe Povia, una legge per la musica.

Sul palco, a condurre quello che si presenta come un dei più grandi happening musicali (oltre sette ore di musica dal vivo), Paolo Ruffini, Veejay di Mtv e tra i conduttori di Scalo76, che riceverà un premio dal MEI quale miglior programma musicale televisivo dell’anno, Mitch & Squalo del portale Alice e Linda Santaguida, insieme ad altri colleghi che si alterneranno in piazza e nel backstage.

L’Editrice Zona presenterà il volume Indypendenti d’Italia, storia delle indies italiane dagli anni ’50 ad oggi, con gli interventi di Freak Antoni, leader degli Skiantos, Giordano Sangiorgi, patron del Mei, ed Enrico Deregibus, giornalista.

"Tutto questo", affermano Baccini e Povia, "ci riempie d’entusiasmo e fa pensare di aver colto un’esigenza fondamentale di chi fa musica e di lavora per la musica e con musica: ritrovarsi, parlarsi, unirsi. Sarà una giornata grandiosa".

"Non è un controfestival", sottolineano comunque Povia e Baccini. "Si tratta di un’iniziativa per sensibilizzare il mondo della musica, attraverso la musica stessa, ed evidenziare le limitazioni causate dallo strapotere delle major e dei poteri economici che snaturano gli intenti stessi dell’arte della musica. Il silenzio in cui navigano artisti di talento e magnifiche canzoni, destinate al dimenticatoio solo perché non appoggiate dalle major, è paradossale ed intollerabile, tenuto conto che se si fermasse la musica si fermerebbe la vita".