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11 Dec

U2 No Line On The Horizon, la recensione

20 febbraio 2009
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A sei giorni dall’uscita irlandese e a 15 dall’arrivo in Italia, ascoltare No Line On The Horizon è una consolazione neanche tanto magra in questa settimana sanremese.

La prima impressione è decisamente ottima: un sound che ricorda da vicino quello dei primissimi album di Bono Vox e soci e che consente loro di tornare "in carreggiata" dopo anni passati a sbandare da un genere all’altro senza mai trovare l’esatta chiusura del cerchio.

Pop e rock si mischiano in un mainstream interessante e potenzialmente letale per tutti gli appassionati del genere che riescono a riconoscere perfettamente le sonorità mixate da Eno.

E all’ascolto Get On Your Boots, il primo singolo del gruppo, è quello più musicalmente vendibile ma più sporco e meno accattivante rispetto a tutti gli altri che, se volessimo analizzare per bene, potrebbero per la maggior parte aver fatto benissimo parte di War e degli album simili.

Dimenticate How to Dismantle an Atomic Bomb e tenete in mente Achtung Baby e War: la voce calda di Bono, anche se per qualcuno si tratterà solo di buonismo e pretesto per un nuovo tour di successo, rendono No Line On The Horizon uno dei migliori album della band irlandese.

Non diamo i voti perchè sarebbe pretestuoso ma invitiamo all’ascolto e alla riscoperta di suoni e sensazioni che, per colpa della musica di oggi, troppo spesso crediamo di aver smarrito.

Gli iscritti al sito U2.com possono ascoltare No Line On The Horizon in anteprima.

No Line On The Horizon, tracklist:
No line on the horizon
Magnificent
Moment of surrender
Unknown caller
I’ll go crazy if I don’t go crazy tonight
Get on your boots
Stand up comedy
Fez – Being born
White as snow
Breathe
Cedars of Lebanon

Get On Your Boots Live ai Brit Awards 2009:

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