Wind Music Award, è polemica

Il 6 giugno sul palco dell’Auditorium della Conciliazione di Roma i più importanti artisti musicali italiani saranno premiati in occasione del Wind Music Award, una serata promossa da Wind e gemellata con i British Music Awards durante la quale saranno premiati i cd e i dvd che hanno superato rispettivamente 150.000 e 30.000 copie vendute nel periodo gennaio 2006 – maggio 2007.

La serata sarà condotta da Cristina Chiabotto con la partecipazione di Ambra Angiolini e Giancarlo Giannini e andrà in onda su Italia 1 giovedì 14 giugno.

Intorno al Wind Music Award si è però scatenata una vera e propria bagarre denunciata da Mario Limongelli, Presidente della PMI (Produttori Musicali Indipendenti l’associazione che rappresenta le più importanti aziende indipendenti italiane), secondo cui “in assenza di certificazione attendibile e senza una Academy nessun evento può definirsi Premio dell’Industria discografica, ma semplicemente manifestazione promozionale”.

“I criteri stabiliti per attribuire i premi del Wind Music Award, peraltro a noi ignoti, non rappresentano sufficienti elementi di garanzia e trasparenza”, ha aggiunto Limogelli. “La decisione arbitraria di premiare gli artisti che hanno totalizzato 150.000 copie vendute, senza una netta definizione del periodo di vendita né una certificazione ufficiale rappresenta l’ennesimo pasticcio all’Italiana. Inoltre in un momento di profonda crisi culturale e di vuoti di potere dell’industria discografica, l’idea che l’unico valore riconoscibile per la musica sia la quantità dei CD venduti è da ritenersi abominevole. Troppi sono gli artisti che pur non raggiungendo determinati dati di vendita rappresentano al meglio la cultura musicale Italiana esprimendo un altissimo livello qualitativo”.

Ferdinando Salzano di Friends&Partners ha replicato che “l’award è stato creato per la discografia e con il suo consenso.  Il messaggio è chiaro e semplice: celebriamoci, la discografia è viva e vegeta, non è morta”.

“Questo premio con le academy e le nominations non ha nulla a che fare”,
ha concluso Salzano, “si basa su dati concreti e oggettivi: le vendite, appunto. Sono d’accordo sul fatto che una certificazione super partes sarebbe stata preferibile, ma non c’erano i tempi tecnici. Ho lavorato per sei mesi a questa idea, prima di decidermi ho fatto un giro di consultazioni con le major e tutti mi hanno garantito il rispetto assoluto delle regole deontologiche. Mi sono fidato, e i nomi che mi hanno fatto sono quelli di artisti che hanno indiscutibilmente raggiunto e superato il quorum di copie di vendita richieste. In ogni caso ho esperienza e conoscenza del mercato sufficiente a non farmi prendere per il naso: vedrete, l’elenco dei premiati è inattaccabile e non scontenterà nessuno”.