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18 Dec

Balotelli snobba la Kyenge, ma si scusa via sms

LaRedazione - 9 settembre 2013
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Ancora una gaffe per il centravanti della Nazionale, che non ha partecipato all’incontro (che a dire il vero era facoltativo) con il Ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge, che era giunta nel ritiro degli azzurri, alla vigilia della sfida delle qualificazioni mondiali contro la Repubblica Ceca a Torino, per parlare del valore dello sport in tema di integrazione razziale, e per affrontare il tema dell’intolleranza che spesso, purtroppo, trova terreno fertile negli stadi.

Come detto, partecipare all’incontro non era obbligatorio per i calciatori azzurri, che infatti sono stati rappresentati solo da una delegazione, comunque rappresentativa con giocatori di primo piano come Buffon, Candreva e Maggio, ed altri che rappresentavano proprio quei ‘nuovi italiani’, nati o con origini chiare estere come Angelo Ogbonna e Stephan El Shaarawy, e dei quali Balotelli a rigor di logica avrebbe dovuto essere l’alfiere.

Erano presenti anche il Presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio Giancarlo Abete, ed il commissario tecnico della Nazionale Cesare Prandelli, e proprio il presidente federale ha lanciato in merito una stoccata a Balotelli riguardo la sua assenza, sottolineando come al Ministro Kyenge avrebbe fatto piacere incontrarlo. Balotelli dalla sua si è attenuto a quelle che erano le regole che non prevedevano una presenza dell’intera squadra all’incontro, ma una volta resosi conto che la sua presenza sarebbe stata opportuna, ha mandato un sms al Ministro, scusandosi per la sua assenza e manifestando la sua disponibilità verso future iniziative a favore della promozione della tolleranza razziale e dell’integrazione nel tessuto sociale italiano.

D’altronde Balotelli negli stadi è spesso il primo bersaglio di cori razzisti e manifestazioni di intolleranza, contro le quali si è trovato spesso a protestare in prima persona. Un incontro con il Ministro Kyenge avrebbe avuto senz’altro un valore simbolico importante, proprio in una città come Torino che, alla luce della rivalità con la Juventus che ha sempre contraddistinto le squadre nelle quali Balotelli ha militato, a partire dai suoi avvii di carriere con l’Inter, sarebbe stato il teatro ideale per lanciare un appello contro il razzismo negli stadi e a favore dell’integrazione razziale.

D’altra parte, una polemica non ufficiale ha investito in questo senso anche i vertici della FIGC, che organizzando un incontro informale con il Ministro, avrebbero potuto coinvolgere privatamente Balotelli, senza appellarsi al suo senso dell’opportunità che non sempre ha dimostrato di essere impeccabile. Insomma, una falla organizzativa che può essere suddivisa nelle sue responsabilità, e che al di là del messaggio di scuse, potrà essere cancellata solo con nuove iniziative contro il razzismo negli stadi.

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