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12 Dec

Lance Armstrong restituisce il bronzo di Sidney 2000

LaRedazione
13 settembre 2013
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Il Comitato Olimpico Internazionale ha ufficialmente chiesto a Lance Armstrong di restituire la medaglia di bronzo che l’ex-ciclista statunitense aveva conquistato alle olimpiadi di Sydney nel 2000: in quell’occasione, arrivò terzo nella prova a cronometro, dietro al suo rivale Jan Ullrich e al russo Viatcheslav Ekimov, vincitore dell’oro olimpico.

Il primo a dare la notizia della restituzione della medaglia è stato lo stesso Armstrong, attraverso un post pubblicato sul social network Twitter, dove Lance è molto attivo con il suo account: l’albo d’oro del texano viene ulteriormente impoverito, dopo che l’UCI gli ha revocato i sette Tour de France vinti dal 1999 al 2005 e il terzo posto ottenuto alla Grande Boucle 2009, quando venne battuto da Alberto Contador (suo compagno di squadra all’Astana, dove la convivenza era molto tesa) e Andy Schleck.

Thomas Back (che segue la vicenda da vicino da molto tempo), nuovo presidente del CIO e che ha preso il posto di Jacques Rogge alla guida del comitato olimpico, ha confermato l’intenzione di chiedere indietro la medaglia da Armstrong, tuttavia ha precisato che il bronzo olimpico non è ancora giunto a destinazione e ci vorrà ancora qualche giorno di tempo perché torni a Losanna, dove ha sede il CIO. In effetti, Armstrong ha scritto di aver provveduto a spedire la medaglia, non che fosse effettivamente arrivata a destinazione; in ogni caso, il comitato olimpico statunitense ha dato la conferma definitiva che l’ex-ciclista texano si è sbarazzato della medaglia vinta 13 anni fa a Sydney.

Ricordiamo che Armstrong, il quale ha appeso definitivamente la bici al chiodo all’inizio del 2011, è rimasto coinvolto nello scandalo doping scoppiato lo scorso anno: dopo che, in un primo momento, Lance ha smentito ogni coinvolgimento nella vicenda, l’americano ha deciso di vuotare finalmente il sacco in un’intervista fiume concessa alla giornalista Oprah Winfrey, in cui ha ammesso l’uso di sostanze dopanti nel periodo dal 1999 al 2005 (quello dei sette Tour, per capirci) e ha spiegato come all’interno della sua storica squadra, la US Postal, sotto la supervisione del team manager Johan Bruyneel, si praticasse un autentico doping di gruppo volto a migliorare le prestazione degli atleti.

A incastrare Armstrong ci hanno pensato anche i suoi gregari storici come Tyler Hamilton, Kevin Livingston, George Hincapie, Levi Leipheimer e Christian Vandevelde (quest’ultimo corre ancora oggi con il team Garmin, che ha un regolamento molto chiaro in materia di anti-doping), le cui dichiarazioni lo hanno messo con le spalle al muro. Dopo la confessione di Armstrong, l’UCI ha deciso di eliminarlo dall’albo d’oro del Tour de France.

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