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15 Dec

Tour de France: Chris Froome continua a dominare. Sua anche la crono

LaRedazione
18 luglio 2013
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Come se ce ne fosse stato bisogno, in un Tour De France che non vede alternative, Chris Froome ha voluto dare un’altra decisiva spallata a tutti quelli che gli stavano dietro ed è andato a vincere, e non più inaspettatamente, la diciassettesima tappa del Tour De France.

Una tappa lunga 32 kilometri, con partenza da Embrun ed arrivo a Chorges. Un tempo davvero ottimo, 51 minuti e 33 secondi su un percorso reso insidioso nel finale a causa della pioggia e due salite ostiche da affrontare.
Ma alla fine, il re del Tour sembra aver già la corona in testa oltre che la maglia gialla sulla pelle.

Chris Froome, anno 1985, nato a Nairobi ma naturalizzato britannico sembra non volersi più fermare.
Anche nella seconda crono della stagione ha messo tutti dietro, compreso il suo inseguitore diretto Alberto Contador staccato di 9 secondi.
Le montagne ora non spaventano più. Vincendo la seconda crono della competizione e la terza tappa personale, Chris Froome può vantare un netto vantaggio sui suoi inseguitori, in primis su Alberto Contador che con oltre 4 minuti e mezzo di distacco sembra veramente lontano.

In vista della doppia scalata dell’Alpe d’Huez, la maglia gialla sembrerebbe un po’ più sereno rispetto i giorni scorsi. Il vantaggio accumulato su Alberto Contador è tanto e la forma del keniota sembra veramente invidiabile.

A caldo, Froome ha rilasciato dichiarazioni da cui trapelano la modestia di un campione: “Non ci posso credere di esser stato il più veloce, avevo in mente di limitarmi pensando ai giorni ai venire, non me l’aspettavo davvero”, attacca il corridore nato a Nairobi. E continua: “C’è stata un po’ di pioggia in discesa ma fortunatamente negli ultimi chilometri la strada era asciutta e non mi ha rallentato”. Conclude Froome parlando della sua bicicletta: “Il cambio di bicicletta ha fatto la differenza? Probabile”.

Già perchè questa tappa, causa pioggia che ha bagnato l’asfalto e salita veramente impegnativa è stata una corsa per così dire atipica.
Quasi con risvolti da Formula 1 in quanto molti corridori hanno preferito cambiare la bicicletta a seconda dei tratti da affrontare: bici da crono con protesi e ruota posteriore lenticolare per alcuni corridori nei passaggi più regolari della corsa mentre per i tratti più difficili bicicletta da strada.

Qualunque sia la bicicletta o condizione del tracciato c’è veramente poco da dire, mai come quest’anno il Tour non sa tenerci con il fiato sospeso.
Colpa (o merito?) di Christopher Froome che, nonostante le montagne presenti sul suo cammino, vede il tragitto sino a Parigi sempre più in discesa.

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