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11 Dec

Doping: Gay e Powell positivi ai test. Non c’è pace per l’atletica

LaRedazione
15 luglio 2013
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Tyson Gay, primatista statunitense nei 100 metri, è stato trovato positivo in un controllo antidoping: da qui l’annuncio della sua astensione dai Campionati del Mondo, in programma nel prossimo mese a Mosca.

L’atleta non ha voluto rilevare la sostanza incriminata, che gli è stata annunciata lo scorso venerdì dall’Agenzia Antidoping degli Stati Uniti e che risale ad un’analisi svolta il 16 maggio scorso, lontano dalle competizioni.
Gay, che ha diritto all’analisi del campione ‘B’, è distrutto dalla notizia ed ha commentato tra le lacrime scansando l’ipotesi sabotaggio, dicendo di essersi fidato e di essere stato tradito.

Il centometrista trentenne attraversa un ottimo periodo di forma dopo vari problemi fisici all’anca, al ginocchio e all’inguine che hanno minato le sue annate precedenti e si vede ora costretto da questo fulmine a ciel sereno a rinunciare ai Campionati del Mondo di Mosca, per i quali era ritenuto il principale contendente dell’imprendibile Usain Bolt, che vede dissolversi uno degli avversari più capaci di dargli del filo da torcere.

La pioggia sul bagnato nel mondo dell’atletica non si fa attendere: qualche ora dopo la bufera del doping arriva in Giamaica.

Il quotidiano Jamaica Gleaner lancia la bomba: cinque atleti nazionali selezionati per il Campionato di Mosca, tra cui due sprinter, sono risultati positivi alle sostanze proibite.
Tra loro, secondo le indiscrezioni, non dovrebbe esserci Usain Bolt.

Dal direttore dell’Agenzia Nazionale Antidoping giamaicana (Jadco) Herb Elliott arrivano desolate conferme e l’aggiunta di attendere i risultati delle controanalisi, incrociando le dita per i propri atleti.

Tra i positivi c’è Asafa Powell, il cui agente Paul Doyle ha confermato la positività dell’assistito all’oxilofrine, uno stimolante nel novero delle sostanze proibite.
Powell, medaglia d’oro a Pechino 2008 nella staffetta 4×100 e ultimo primatista dei 100 metri prima di Usain Bolt è positivo insieme ad un’altra assistita di Doyle: Sherone Simpson, medaglia d’oro ad Atene 2004 nella staffetta 4×100 femminile, argento olimpico nella stessa disciplina a Londra 2012 e argento individuale nelle olimpiadi di Pechino 2008.

Questi annunci di doping in Giamaica seguono l’annuncio shock del mese scorso su Veronica Campbell-Brown e non danno pace a questo sport nemmeno alla vigilia del Campionato del Mondo, rischiando di togliere, complici irregolarità o staff medici dal comportamento non proprio limpido, all’evento molti degli atleti protagonisti.

L’agente Paul Doyle sottolinea l’involontarietà dei fatti incriminati e si augura di poter risolvere il tutto dimostrando la versione dei propri atleti e reintegrarli in tempo per il Mondiale.

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