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Formula 1: Bernie Ecclestone incriminato per corruzione

LaRedazione
18 luglio 2013
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Colui che più di ogni altro, piloti inclusi, ha saputo trasformare il mondo della Formula 1 rendendolo uno dei settori più redditizi degli ultimi anni, sta passando guai molto seri, causa una mazzetta da 44 milioni di euro intestata ad un ex banchiere tedesco.

L’intrigo sembra quasi un film, eppure è tutto vero. Bernard Charles Ecclestone, meglio conosciuto come Bernie Ecclestone, figura di spicco della Formula 1, è stato recentemente incriminato per una tangente di circa 44 milioni di euro pagata a Gerhard Gribkowsky.

Qualcuno, potrà dire sicuramente che la notizia era nell’aria, prima o poi una testa doveva saltare dato che l’inchiesta che ha incriminato Ecclestone andava avanti già da due anni e nel giugno scorso fece la sua prima vittima illustre.
Già perchè allora, lo stesso Gribkowsky, ex dirigente di spicco della BayernLB, fu condannato per corruzione, frode ed evasione fiscale.

Ed ora sembrerebbe esser arrivato il turno dell’uomo più potente di tutta la Formula 1. Ecclestone infatti, avrebbe pagato una ingente mazzetta allo stesso Gribkowsky per far si che la BayernLB vendesse i diritti della Formula 1 alla CVC, un fondo di investimenti britannico il quale vede nella sua scala gerarchica Bernie Ecclestone con il ruolo di direttore esecutivo.

Al momento, ovviamente lo stesso Ecclestone nega l’intero fattaccio ma le prime confessioni non son di certo tardate.
Gerhard Gribkowsky ha difatti confessato che durante la stagione 2006 e 2007 avrebbe intascato denaro da Ecclestone per la vendita dei diritti della Formula 1 alla società CVC.

Ecclestone ribatte che lui, non avrebbe fatto niente di illegale. Ma al momento tutto si sposta nelle mani degli avvocati dell’ottantaduenne manager britannico che al momento hanno a che fare con non poche spinose questioni.

I fatti sembrerebbero non finire qui e si ingarbugliano sempre di più. Ecclestone, oltre a dichiararsi innocente, completamente distante da aver compiuto atti illegali, conferma si di aver dato soldi a Gribkowsky ma solo perchè quest’ultimo avrebbe tentato di ricattarlo.

L’accusa d’altro canto ribatte: Ecclestone ha le mani in pasta ed avrebbe pagato l’ingente somma attraverso una società di cui a capo ci sarebbe la moglie del manager. Ma non finisce qui perchè altri soldi arriverebbero da alcune società fantasma con domicilio su qualche isola caraibica e nel cuore dell’Oceano Indiano. A confondere ancora di più le acque ed a rendere il tutto altamente illegale c’è anche il fatto che Gribkowsky, all’epoca, era un dipendente di una banca pubblica e pertanto ricevere denaro era una faccenda decisamente proibita.

Ora aspettiamo che la procura di Monaco di Baviera trovi il bandalo della matassa, in quella che sembra la spy story dell’estate.

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