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11 Dec

Giochi olimpici invernali 2018: Russia esclusa

La Redazione
7 dicembre 2017
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Giochi olimpici invernali 2018. Russia esclusa

Lo scandalo del doping di stato ha causato l’esclusione della Russia fuori dai giochi olimpici invernali del 2018. Gli atleti si presenteranno ma senza bandiera. Una decisione che non ha precedenti e che desta tanto scalpore nel mondo dello sport dove sono sempre più in aumento le sostanze dopanti tra gli atleti. La Russia intanto si prepara al ricorso e fa sapere che i giochi non verranno trasmessi dalle emittenti russe in chiaro segno di protesta.

Il Cio ha studiato l’inchiesta di Samuel Schmid, ex presidente della Svizzera, sulla manipolazione del sistema antidoping della Russia. In 17 mesi di lavoro sono state raccolte prove e ascoltato gli atleti per giungere alla conclusione che effettivamente vi sono state delle scorrettezza anche durante i Giochi Olimpici invernali del 2014. Il Cio è stato invitato allora a prendere determinate misure senza sfavorire gli atleti puliti. In questo modo è stato deciso che gli atleti russi non avranno la loro bandiera ma saranno neutrali e non verrà trasmesso nemmeno l’inno nazionale. Nel caso di vittorie il medagliere russo rimarrebbe sempre a zero. Sulla loro maglia vi sarà la dicitura Atleta olimpio della Russia e avranno solo una casacca bianca. Inoltre il Cio ha preso la decisione di non invitare nessun esponente della politica russa, tra cui è rimasto escluso anche il ministro dello sport. Il presidente del comitato olimpico russo è stato sospeso e ancora non è detto che vi siano sanzioni più pesanti verso i responsabili del sistema.

Quello del doping di Stato è un sistema di copertura che risale al 2011. Sono più di 1000 gli atleti coinvolti nello scandalo che avrebbero beneficiato di coperture governative per nascondere i test risultati positivi ad alcune sostanze dopanti. Tutto questo per vincere quante più medaglie possibili. Un affronto al mondo dello sport pulito ed onesto, soprattutto di chi tenta di raggiungere dei risultati incredibili solo attraverso le proprie forze. Sono circa 30 gli sport coinvolti tra cui il calcio. Alcuni atleti versavano nell’esame delle urine sostanze come sale da cucina o addirittura caffè. In casi più eclatanti sono stati sostituiti i campioni di urine, come nel caso di una giocatrice di hockey che dal proprio esame risultava un dna maschile. Lo scandalo non ha lasciato al di fuori nemmeno gli atleti paralimpici e almeno 6 su 21 hanno avuto i loro campioni manipolati. Si è trattata di una grave offesa al mondo dello sport e qualcuno ha chiesto anche che questi atleti così scorretti vengano squalificati a vita da qualsiasi manifestazione sportiva.

[Foto: www.ilsole24ore.com]

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