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16 Dec

Internazionali d’Italia sull’asfalto! Williams e Nadal trionfano

Michele Antonelli - 20 maggio 2013
20 maggio 2013
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Causa la velocità con cui le palline incrociano le righe, più che terra rossa sembra asfalto, la superficie su cui si sono disputate le due finalissime della settantesima edizione degli Internazionali di Tennis di Roma.

D’altra parte accade spesso, quando a scendere in campo sono due giocatori del calibro di Serena Williams e Rafael Nadal. E dire che quest’anno gli avversari erano di tutto rispetto, come spesso accade al torneo capitolino, che si conferma fiore all’occhiello del tennis italiano.

La Williams ha impiegato poco più di mezz’ora di gioco effettivo per avere la meglio su Victoria Azarenka, col punteggio forse troppo severo di 6-1, 6-3, non tanto per demerito della bielorussa, ma perchè Serena è riuscita a sfruttare tutte le possibilità offerte dalla pur solida avversaria. La bionda, numero 3 del ranking mondiale, che aveva sconfitto in semifinale la nostra Sara Errani in due set, ormai sembra soffrire di un complesso d'inferiorità nei confronti della Williams, pur nascosto dietro un carattere deciso e un gioco aggressivo.

La finale maschile, invece, ci riporta una performance al di sotto del suo standard da parte di Roger Federer, che lascia a bocca asciutta gli spettatori: è chiaro che quando ti siedi per assistere ad una finale Nadal – Federer, le tue aspettative sono altre.

Il punteggio è lo stesso anche per questo match: 6-1, 6-3 e Federer non c’è, tanto che a molti viene il dubbio ci sia sotto un piccolo infortunio, forse un problema alla schiena. Chi invece analizza dal punto di vista tecnico conclude che il rimbalzo così alto e spinnato della palla di Nadal, in definitiva, non si adatta al gioco di Federer, e che solo il numero uno del mondo Novak Djokovic può contrastarlo.

Lo sapremo presto: al Roland Garros, dalla prossima settimana, la sfide di Atp e Wta saranno rinnovate. Nel frattempo, a dispetto di tutti i commenti di oggi, mi gusto il fermo immagine di una demi volee smorzata del “povero” Federer, o di un suo rovescio ad una mano, che da solo vale più di un intero torneo dello Slam.

Michele Antonelli

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