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12 Dec

Lance Armstrong e il doping da Oprah Winfrey, tutti i video

18 gennaio 2013
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Alla fine è andata in onda la prima parte dell'intervista di Oprah Winfrey con Lance Armstrong, il ciclista accusato di doping e dunque in qualche modo costretto a confessare e a dichiararsi colpevole di fronte al mondo.

Le domande della Winfrey sono incalzanti ma Armstrong risponde senza problemi:
“Ha fatto uso di sostanze dopanti?”… “Sì”.
“Ha fatto uso di Epo?”… “Sì”.
“Ha fatto uso di trasfusioni?”… “Sì”.
“Di cortisone e di testosterone?”… “Sì”.

Le accusa sono confermate ma il ciclista che ha vinto praticamente tutto nel mondo e a cui sarà tolto praticamente tutto non mostra segni di pentimento e anzi incalza la dose sostenendo che nel gruppo di 200 persone solo 5 0 6 persone all'epoca non facevano uso di droghe per correre ma nessuno se ne accorgeva come invece accade oggi che con il "passaporto biologico e i test fuori competizione è molto più complicato".

Per il ciclista, vincitore di 7 Tour de France, il doping faceva parte della normalità, una sorta di lavoro nel lavoro che lo ha portato a raccontare bugie nella consapevolezza che se non avesse preso niente vincere 7 Tour sarebbe stato praticamente impossibile.

Nel corso dell'intervista Armstrong, che si è presentato in tv per cercare di salvare il salvabile e in special modo un impero economico con fatturati elevatissimi, ha anche raccontato che avrebbe fatto di tutto per vincere e che anche adesso farebbe di tutto "in linea di massima. Vincere era importante, è importante. Voglio ancora vincere, ma adesso vedo le cose in maniera un po' diversa. Molte mie risposte oggi sarebbero differenti".

Non sono mancate stoccate contro l'agenzia antidoping statunitense (Usada) che lo ha definito la mente il braccio di una vera e propria organizzazione criminale soprattutto quando Lance Armstrong ha sostenuto di essere stato sì il leader del gruppo in fatto di doping ma "eravamo tutti adulti e ognuno ha fatto la propria scelta. Qualcuno ha deciso di non farlo" aggiungendo che personalmente "ero quasi giustificato a prendere" il testosterone "perchè, visto che avevo avuto il cancro ai testicoli, il livello doveva essere basso. A quei tempi, non venivano a casa tua. Non sono mai risultato positivo, ma alcuni campioni sono stati ricontrollati e tecnicamente non li ho superati".

Nessuna emozione, nessuna scusa particolare ma solo alla fine della prima parte dell'intervista Lance Armstrong si lascia sfuggire qualcosa di umano parlando della riapertura del suo caso avvenuta un anno fa: "non combatterei, ascolterei. Loro sono venuti da me dicendo: Che vuoi fare?. Se tornassi indietro, direi: Datemi 3 giorni, fatemi chiamare la mia famiglia e un po' di gente. Fatemi chiamare i miei sponsor e la mia fondazione per dire cosa sto per fare. Ma non si può".

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