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Mondiali di nuoto: nonostante la Pellegrini, niente medaglia per la staffetta azzurra

LaRedazione - 2 agosto 2013
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2 agosto 2013
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Nonostante una grande Federica Pellegrini, ai mondiali di nuoto non arriva la medaglia per la staffetta azzurra femminile quattro per cento. Che si trattasse di una gara difficile e ricca di insidie, la stessa Pellegrini lo aveva specificato a chiare lettere dopo la qualificazione della squadra azzurra alla finale nella piscina di Barcellona. L’atleta azzurra, campionessa mondiale ed olimpica nella sua carriera, senza una preparazione specifica in un anno fatto di allenamenti meno intensi del solito, era riuscita comunque ad esaltare i propri tifosi conquistando l’argento nei duecento stile libero, piazzandosi alle spalle del fenomeno statunitense Melissa ‘Missy’ Franklin.

Visto però il valore delle altre nazionali nella staffetta quattro per cento, la Pellegrini aveva sottolineato come molto difficilmente le ragazze azzurre, pur apparse in grande forma nelle qualificazioni, sarebbero riuscite a portare a casa una medaglia. Previsione piuttosto rivelatasi azzeccata, soprattutto per il sopra citato valore delle avversarie capaci di conquistare il podio, e di sfoderare nell’acqua catalana una prestazione maiuscola. L’Italia ha chiuso al settimo posto, con Diletta Carli, Martina De Memme, Alice Mizzau e la Pellegrini capaci di chiudere la loro prova in sette minuti, cinquantasette secondi e novantuno centesimi. La scena è stata però tutta delle ragazze degli Stati Uniti, trascinate dalla prova della sopra citata Franklin, che ormai si sta imponendo nell’immaginario collettivo a stelle e strisce come un Michael Phelps al femminile, e di Katie Ledecky, che proprio nella piscina di Barcellona ha polverizzato il record del mondo dei millecinquecento stile libero, e che in staffetta ha dimostrato di saper fare la differenza anche nei duecento.

Sono state loro, le ragazze yankee, a stradominare la staffetta quattro per duecento, rifilando un distacco di ben tre secondi e settantotto centesimi alle seconde classificate, le australiane che cominciano a soffrire lo strapotere americano su tutte le distanze, anche quelle nelle quali erano abituate storicamente a dominare. Il bronzo è andato ad appannaggio della Francia, che con Melanie Costa Schmid, Bronte Barratt e soprattutto Camille Muffat, era in grado di schierare un’autentica super – squadra, magari non in grado di competere con i fenomeni d’oltre oceano, ma comunque di piazzarsi sul gradino più basso del podio. Contro avversari di tale caratura, dunque, non era lecito aspettarsi di più dalle azzurre, che sono state comunque in grado di partecipare ad una finale davvero ricchissima di contenuti tecnici ed agonistici, confermandosi tra le migliori squadre del mondo.

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