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16 Dec

Sport: record mondiale per il sub disabile Paolo De Vizzi

Gianfranco Mingione - 2 luglio 2013
Gianfranco Mingione
2 luglio 2013
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Per l’eroe dei fondali l’acqua è “l’elemento di congiunzione tra la nascita e la vita stessa”. Ed è in acqua che ha realizzato il suo record mondiale

Record mondiale. Il suo è un record che è già storia, di quelle belle perché avvincenti, entusiasmanti che stanno lì a ricordarci di quanto sia bello vivere e andare oltre le proprie paure. Perché la vita è una e lo sa bene Paolo De Vizzi, pugliese di Manduria, 38 anni, sub disabile a causa di un incidente stradale, che ha raggiunto il nuovo record mondiale assoluto di permanenza in immersione ad una profondità di 9 metri.

Ma non è il primo record… Il primo lo fece nel 2011, quando raggiunse i 62,3 metri di profondità in immersione con bombola caricata ad aria, e il secondo lo realizzò nel 2012, rimanendo in immersione prolungata per 20 ore.

Cosa si fa per 34 ore sott’acqua? Paolo è stato in acqua dalle 23.55 di venerdì 28 giugno fino alle 9.55 di domenica 30 giugno. Una maratona acquatica durata ben 34 ore e 30 secondi! L’immersione è avvenuta nelle acque di Santa Caterina, marina di Nardò, sita sulla costa ionica del Salento. Di certo non si è annoiato visto che ha giocato a dama, svolto attività motoria, mangiato frutta e verdura. Ma non è stato così facile. A raccontare l’ultima notte in acqua, quella di sabato scorso, la più difficile, è Andrea Costantini, del Diving Costa del Sud di Santa Caterina (equipe che ha fornito assistenza logistica e subacquea all’atleta): “Intorno alle 3.30 di questa notte abbiamo temuto che non ce la facesse più a causa di un paio di lievi crisi psicologiche e anche un po’ di ipotermia, ma poi sono sceso e abbiamo riso e scherzato un po’ e abbiamo capito assieme che era pronto per il rush finale” (Fonte Superabile).

Uno per tutti, tutti per uno! Restare per 34 ore nelle acque fredde del mare, senza dormire, è stato arduo ma possibile, grazie anche ad un grande lavoro di squadra che ha permesso a Paolo di raggiungere questo importante record. Una squadra fatta di tecnici, medici, sub, amici, volontari che non hanno fatto mancare il loro prezioso contributo umano e professionale. A fare da scudo al sub c’erano anche i mezzi speciali dei paracadutisti del 185/o reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi, unità delle Forze per operazioni speciali dell’Esercito, i Carabinieri e la Guarda costiera. Non appena si sarà ripreso da questa grande impresa sportiva, chissà che non rilasci una bella intervista al nostro giornale. Ti aspettiamo Paolo, buon riposo campione!

Gianfranco Mingione

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