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World Games: le anti-Olimpiadi dove gli Azzurri vanno fortissimo

LaRedazione - 30 luglio 2013
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30 luglio 2013
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World Games: ecco le anti-Olimpiadi in cui gli atleti azzurri vanno fortissimo. Si tratta di una manifestazione alternativa, ma che riesce a raccogliere attorno a sé un gran numero di appassionati e addetti ai lavori, anche e soprattutto grazie alla grande varietà di discipline che riesce a proporre e al numero di atleti da tutto il mondo che riesce a coinvolgere. L’attuale edizione dei World Games sta andando in scena in Colombia, a Calì; la rassegna sudamericana vede sfilare i campioni di alcune specialità decisamente inusuali, che di certo non si possono trovare in un’olimpiade.

Alcune magari potrebbero aspirare a diventare nel futuro specialità olimpiche, altre sono esempi di quanto vasta possa essere la fantasia di chi ha voglia di gareggiare e, soprattutto, divertirsi assieme a sfidanti provenienti da tutto il pianeta. World Games significa soprattutto condivisione, basti pensare che a queste specialissime olimpiadi partecipano oltre quattromilacinquecento atleti in rappresentanza di centouno nazioni. Al di là di stravaganze varie, i World Games rappresentano sport che da anni spesso bussano alle porte del Comitato Olimpico Internazionale: non per niente all’inaugurazione di questa edizione 2013 era presente anche il presidentissimo Jacques Rogges, nonostante la manifestazione non sia in realtà patrocinata dal CIO, ma da un comitato a parte. In rampa di lancio ad esempio c’è il rubgy, che già fra tre anni, in occasione dei giochi di Rio de Janeiro nel 2016, sarà ufficialmente sport olimpico nella sua versione a sette.

Ma fanno bella mostra anche il karate, altre arti marziali come il ju jitsu, il biliardo in diverse specialità, mentre i più temerari potranno appassionarsi alle gare di fresbee e surfcasting. Come sottolineato all’inizio, in questa edizione colombiana dei World Games, sono gli italiani che stanno facendo la parte del leone. L’Italia infatti è al momento addirittura in testa al medagliere ufficiale, con dieci medaglie d’oro, undici argenti ed undici bronzi conquistati, per il considerevole bottino di trentadue podi fin qui messi in cassaforte. Nella corsa al bottino massimo, tedeschi e francesi sembrano i più attrezzati ad infastidire la valanga azzurra. Come in ogni olimpiade, seppur non ufficiale, che si rispetti, ci sono poi gli eroi capaci di mettersi in evidenza grazie a grandi imprese individuali. Nel caso dell’Italia, la copertina è d’obbligo per Federico Pinotti, attivo nella specialità del salvamento. Per lui a Calì già sei medaglie nel carniere, cinque d’argento e sei di bronzo, segno di un’esperienza davvero indimenticabile, anche se magari in un futuro le vere Olimpiadi non dovessero arrivare.

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