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13 Dec

Adelaide Ciotola, il servizio delle Iene non va in onda

4 febbraio 2010
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Il servizio su Adelaide Ciotola e la presunta truffa organizzata dai genitori non è stato trasmesso dalle Iene.

In diretta ieri sera Luigi Pelazza ha ricostruito l’accaduto spiegando anche di aver ricevuto una diffida da parte del legale della famiglia per evitare che Mediaset mandasse in onda il filmato.

"La settimana scorsa ci eravamo occupati di una famiglia che raccoglieva fondi per curare la propria bambina affetta dalla sindrome del lobo medio. Sono stati in diverse trasmissioni, sia Rai che Mediaset, e ogni volta raccontavano la terribile malatta di cui Adelaide era affetta. Si appellavano alla solidarietà delle persone per raccogliere del denaro che poi, a detta della madre, spendevano in costose cure che Adelaide era obbligata ad affrontare. Si è parlato anche di un’operazione chirurgica di 300.000 euro che si poteva fare solo in America"
, ha detto la Iena Pelazza.

"Noi eravamo pronti a mandare in onda quello che il Procuratore della Repubblica di Genova, oggi, ha dichiarato all’Ansa: ”Luisa Pollaro (mamma della bambina), indagata per concorso in truffa, insieme ad altre persone in corso di identificazione,[…] con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, con artefizi e raggiri, avrebbe simulato che la figlia Adelaide era affetta da una grave malattia”. Ebbene, in qualsiasi caso, chiunque soffra di questa malattia, la sindrome del lobo medio, viene curato in Italia senza spendere un euro. […] Tutto questo era raccontato in un servizio che avremmo mandato in onda questa sera […]".

Le Iene hanno deciso di censurarsi non tanto per via della diffida quanto perchè la madre della bambina ha dichiarato di aver sentito la figlia dire che "se quelle bugie vanno in onda lei non mangerà più, non andrà più a scuola e poi mi ha detto che è pronta a fare una follia".

La storia si conclude con Pelazza che si rivolge alla madre di Adelaide chiedendole di smetterla di dire bugie alle persone che hanno creduto alla sua storia; una spirale di menzogne, aggiungiamo noi, che andrebbe punita in maniera corretta e adeguata.

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