Ali G InDa Usaiii, Baron Cohen su Jimmy

Spudorato, irritante, sovversivo, controverso. Osteggiato da tanti per i suoi spettacoli ritenuti oltraggiosi e accusato da altri di misoginia e antisemitismo, Ali G fa straparlare di sé e moltiplica il suo successo.

Jimmy lo aveva già lanciato con successo in Italia nel 2002 con uno dei suoi spettacoli di culto, il Da Ali G Show, per poi proporre il seguente spassosissimo Ali G InDaUsaiii.

Quest’anno il film Borat ha creato trambusto a livello mediatico ma è appena valso a Sacha Baron Cohen un prestigioso Golden Globe e, in occasione dell’uscita della pellicola nelle sale italiane, Jimmy dal 10 marzo manda in onda proprio l’acclamato Ali G InDa Usaiii.

I 6 episodi vanno in onda ogni sabato alle 19.30 in versione originale sottotitolata in italiano; il protagonista principale di questo programma tv è proprio il cronista Borat con le sue strampalate inchieste.

Il personaggio era già apparso nei reportage lanciati al Da Ali G Show ma in questa seconda stagione prende davvero forma, tanto da dare filo da torcere a moltissime personalità americane.

Con Ali G InDa Usaii, lo scomodo rapper da West Staines vola dunque in America impersonando l’improbabile reporter Borat Sagdiyev, originario del Kazakhistan, ma anche l’austriaco Bruno, master stylist di grido lasciato libero di circolare tra i red carpet a stelle e strisce più blindati ed esclusivi.

Il primo personaggio americano ad essere intervistato da Borat è Sam Donaldson, direttore di ABC News, con il quale si discute della forza che i media possano avere nel cambiare gli eventi politici come nel caso del Watergate che il rapper–reporter scambia per il Waterworld chiedendosi se sia implicato lo stesso tizio di Balla coi lupi; poi si reca da Daryl Gates, ex capo della polizia di Los Angeles, che si è occupato di O.J.Simpson ma non c’è proprio verso di far capire ad Ali G che non è quello dei cartoon e che quindi Marge è sana e salva.

Ma si parla anche di lotta al terrorismo e sicurezza interna sul territorio con James Ziglar, ex capo del Servizio Immigrazione e Naturalizzazione, con il quale Borat ipotizza un attentato dinamitardo alla Casa Bianca con un treno che arrivi proprio al suo interno.

Mentre Borat va alla scoperta di usi e costumi degli americani, Ali G a New York tenta anche di farsi pubblicare un libro dal titolo Un bacio sulle labbra e non trovando un editore di alto profilo disposto a farlo diventare un bestseller torna alla carica proponendo la versione cartacea del film Il Signore degli Anelli.

Infine si confronta con Gore Vidal circa la Costituzione Americana ma niente può impedire ad Ali G di confondersi con il grande Sassoon e domandargli, non solo in veste di storico ma anche di mitico coiffeur, che acconciature abbia pensato per la First Lady.

Ali G è incontenibile ma, seppure con il suo personalissimo stile, spazia tra argomenti importanti e controversi come la droga, la famiglia e l’educazione, la guerra in Iraq, il razzismo e la religione.