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16 Dec

Annozero sotto accusa: fazioso e imparziale?

dgmag - 26 settembre 2009
26 settembre 2009
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La prima puntata di Annozero ha fatto arrabbiare il Governo che, per bocca del ministro Scajola, ha dichiarato di voler convocare i vertici della Rai a causa di una puntata definita come "basata sull’nfamia".

"E’ ora di finirla. E’ l’ennesima puntata di una campagna mediatica basata sui pruriti, sulla spazzatura, sulla vergogna, sull’infamia, sulle porcherie", ha fatto sapere Claudio Scajola secondo cui "la televisione non può sostituire le aule dei tribunali, soprattutto quando la magistratura non ha rilevato alcun elemento per aprire inchieste sul presidente del Consiglio. Queste aggressioni sono la risposta disperata alla politica del fare del governo Berlusconi, nell’illusione di sovvertire il risultato elettorale. La politica non puo’ arrendersi a questa logica".

Poi l’annuncio: "convocherò i vertici della Rai per verificare se trasmissioni come Annozero rispettino l’impegno, assunto dalla Rai nel contratto di servizio, a garantire un’informazione completa e imparziale".

Il presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, Sergio Zavoli, difende Santoro e fa sapere che "l’iniziativa del ministro Scajola, così come riassunta nelle notizie di agenzia, sorprende per la sua singolarità non corrispondendo ad alcuna regola o prassi istituzionale, stabilendo inoltre un pericoloso precedente".

Immediata la replica di Scajola secondo cui "ferme restando le prerogative del Parlamento e della Commissione di Vigilanza, che non ho mai inteso né intendo ledere in alcun modo, faccio presente che è compito del Ministro dello Sviluppo Economico, il quale sovrintende in rappresentanza dello Stato al settore delle Comunicazioni, verificare che l’offerta televisiva sia conforme al contratto di servizio, per quanto riguarda tutela dei cittadini che versano il canone e ai quali va assicurato un adeguato livello culturale nello svolgimento del servizio pubblico radio-televisivo".

Dal canto suo Michele Santoro continua a difendere il suo modo di procedere: "l’informazione deve essere considerata un contrappeso per chi esercita il potere. Questo vuol dire che il pubblico ha espresso una sfiducia nei confronti del governo? Assolutamente no. Ma sicuramente vuol dire che il pubblico chiede una informazione più libera da qualunque tipo di condizionamento politico e soprattutto chiede di avere più informazione".

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