Boris, su Fox la parodia della soap

Il lunedì sera di Fox si arricchisce di una seconda serata tutta italiana con Boris, prima produzione originale del canale satellitare italiano, che in qualche modo segna un’evoluzione del genere soap-opera.

Anzi, una vera e propria parodia del genere che racconta i falsi miti dello star system e sbugiarda i suoi protagonisti in maniera divertente e dissacrante.

Quattordici sono gli episodi di cui si compone la serie, in cui si racconta la lavorazione della soap immaginaria Gli occhi del cuore, destinata ad una televisione generalista; a guardare dall’interno ma con gli occhi dell’escluso la nascita della soap è lo stagista Alessandro (Alessandro Tiberi), che si trova catapultato in una realtà ben diversa e lontana da quella che credeva.

Il regista de GLi occhi del cuore è René (Francesco Pannofino) che, consapevole del pessimo prodotto che sta realizzando, se la prende con tutti quelli che gli capitano sotto tiro tranne Boris, il suo pesciolino rosso portafortuna.

Accantoi a Renè ci sono Lopez (Antonio Catania), lo svogliatissimo e inaffidabile delegato di produzione, Duccio (Ninni Bruschetta), il direttore della fotografia frustrato, Biascica (Paolo Calabresi), il capo elettricista ultrà romanista e Arianna (Caterina Guzzanti), l’isterica assistente alla regia.

Non mancano poi gli attori principali della soap: Corinna (Carolina Crescentini), una primadonna presuntuosa e senza alcun talento, e Stanis (Pietro Sermonti), narcisista ed egocentrico.

La sfida è chiara: permettere a tutti di esercitare quello spirito critico che dovrebbe essere la discriminante necessaria per capire cosa c’è di buono e cosa no in televisione, evitando così di alimentare un’industria spesso fondata sul niente.

Un niente redditizio, che Boris cerca di smontare muovendosi anche sulla Rete con un blog aggiornato quotidianamente dai protagonisti della serie, che si raccontano al pubblico in un’interessante commistione di generi che rappresenta un futuro neanche troppo lontano.