0 Shares 14 Views
00:00:00
13 Dec

Bufera in tv, è rivoluzione alla Naomi Klein?

La Redazione
15 aprile 2009
14 Views

Di caos in caos si potrebbe dire in queste ore nel corso delle quali è davvero pandemonio sulla tv italiana.

A far scoppiare tutto è il Pdl che prima se la prende con Santoro e il suo Annozero, poi rilancia sostenendo che è inammissibile che Sky mandi in onda Shooting Silvio e infine (almeno per ora) manda Roberto Maroni a Ballarò dove il ministro critica apertamente la satira di Maurizio Crozza.

Al di là delle valutazioni politiche, è bene interrogarsi su cosa potrebbe succedere a tre mesi dalle elezioni politiche e soprattutto in un momento storico in cui si comincia a cavalcare l’onda lunga del terremoto per fare propaganda politica.

Ed è d’obbligo chiedersi: se è vero che, in qualche modo e nei limiti, si potrebbe imporre al servizio pubblico una restrizione relativa a cosa mandare in onda, come si può pensare di fare con la tv a pagamento?

Ed è davvero possibile restringere le possibilità del servizio pubblico che, per definizione, è destinato alla molteplicità della popolazione italiana e deve dunque essere espressione di tutte le istanze della società, anche quelle considerate più scomode?

Quanto c’è di censorio nel grido allo scandalo lanciato dalla maggioranza di governo nei confronti di chicchessia, in qualunque parte dell’etere?

Invito alla lettura di Shock economy di Naomi Klein che racconta proprio di come il Potere si serva dei momenti particolari e particolarmente difficili per cambiare le regole del gioco; la Klein porta esempi illustri e guerre illustri ma il pensiero che la tv italiana, e con essa l’intera società, possa subire radicali cambiamenti a senso unico in questo momento storico, permettetemi di dirlo, è poco più che un dubbio.

Vi consigliamo anche