0 Shares 7 Views
00:00:00
11 Dec

Cortellesi vs Ferrari: botta e risposta disarmante

13 maggio 2013
7 Views

Che le donne possiedano una certa tendenza a non difendersi assolutamente in alcuni casi è risaputo; si sa anche che tra loro spesso non esista possibilità di alleanza; ma il botta e risposta avuto tra Paola Cortellesi e Paola Ferrari lascia davvero interdetti.

Veniamo al dunque: la Cortellesi è stata ospite, il 9 maggio, del programma di Michele Santoro: Servizio pubblico; il tema riguardava il femminicidio e Paola ha interpretato un monologo in cui la protagonista è una donna rinchiusa in un pozzo da sei mesi, uccisa dal marito. Durante la rappresentazione: un chiaro riferimento alla conduttrice bionda della Domenica Sportiva, etichettata come "illuminata" e, diciamo, "non proprio gradita" dalla protagonista.

La replica della diretta interessata non si è fatta di certo attendere! Subito ospite della trasmissione di Klaus Davi: Klauscondicio, si sfoga indignata del gest: “Un atto di violenza inaudito, soprattutto considerando il contesto in cui è stato espresso”. Ci verrebbe da dire che la Ferrari abbia proprio ragione! Perché in una propaganda contro gli abusi delle donne deve essere necessario attaccare proprio un’altra donna? È la domanda che anche la biondissima Paola, desolata per queste parole, si fa: “a fare schifo sono questi insulti tra donne!”.

La conduttrice sta perfino valutando se andare in onda domenica con il suo programma! Questo derby tutto al femminile, però, ancora non è finito. Infatti la Ferrari attende le scuse della Cortellesi, che giustamente non arriveranno mai! Perché giustamente? La risposta è molto semplice e ci arriva direttamente dalla regista Serena Dandini, che sta girando con successo i teatri italiani con il suo spettacolo: “Ferite a morte”, uno Spoon River che dà voce a quelle donne che hanno dovuto sopportare i soprusi dei loro aguzzini e nel quale sono presenti monologhi interpretati da molti volti dello spettacolo e gente comune. Tra questi c’è proprio la Cortellesi!

Il suo monologo, infatti, è stato proprio estrapolato dai tanti contenuti dello stesso libro: “Ferite a morte”, dal quale poi prende nome lo stesso spettacolo. L’autrice spiega che questi spezzoni sono stati presi da testimonianze della vita qutidiana, quindi ogni riferimento a persone o fatti è, come si dice, puramente casuale.

La Ferrari ci starà pure pensando a querelare la Cortellesi, noi speriamo solamente che venga superato questo piccolo frangente e si guardi all’intero messaggio che possa sensibilizzare, in primis, le stesse donne e portarle a comprendersi tra loro.

Lea Stazi

Vi consigliamo anche