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Crozza a Ballarò: ‘il governo Letta come il Milan di Sacchi’

8 maggio 2013
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Il comico genovese ieri sera a Ballarò ci ha illustrato la situazione del Bel Paese secondo il suo punto di vista: tutte le news della politica italiana e lo strano testimone di Valeria Marini!

Maurizio Crozza ha presentato una sua personalissima versione del governo Letta iniziando col canticchiare il suo motivetto di apertura alla copertina del programma: “Con ‘sta pioggia e con ‘sto vento, chi è che bussa al mio convento?…”.

Per scaldare un po’ gli animi ha subito parlato, stupito, del super testimone del matrimonio di Valeria Marini, Fausto Bertinotti: “Dobbiamo ridurre il deficit, abbassare le tasse, risolvere i problemi degli esodati, rispettare gli impegni persi con l’Europa, ridurre i consumi, favorire la crescita e, soprattutto, capire perché Bertinotti era al matrimonio di Valeria Marini!”.

Prende il via la scenetta: dalla cronaca rosa e dal gossip si fa presto a passare alla questione politica! Prima si domanda perché il governo se ne vada a pregare in abbazia quando ha così tante questioni da risolvere. Ovviamente si riferisce alla decisione di Letta di portare in “ritiro” i ministri all’abbazia di Spineto a Siena.

Riporta la dichiarazione del neo premier: “Letta ha detto che andranno in ritiro per fare spogliatoio… ma chi è, Arrigo Sacchi?”. Paragone che nasce non a caso: secondo Crozza anche per il Governo la formazione la fa Berlusconi come nel Milan!

Poi toglie l’esclusiva del ritiro a Letta sottolineando che già prima di lui Prodi, nel 1997, aveva riunito i suoi ministri con un incontro molto simile, e lo avverte che l’anno dopo il governo crollò. Poi ironizza sulla Bonino: “E poi, Letta, mi porti la Bonino in un convento? Lei sta al convento come Fassina a una barzelletta!”.

Chiede agli ospiti in studio che fine abbia fatto Bersani e poi a ruota libera sulla Biancofiore e le dichiarazioni omofobe, prende in giro Fassina ospite in studio insieme ad Alemanno, che se la ride di gusto, per poi concludere la sua filippica con un consiglio spassionato a Berlusconi: cambiare il nome dell’azienda Mediaset in Medialet, magari le sue quotazioni salirebbero ancora! 

Lea Stazi

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