Disdire il contratto di Sky? Costa troppo!

Con un’ordinanza di cui praticamente non si è parlato da nessuna parte, l’Agcom ha imposto a Sky di ridurre i costi per rescindere il contratto di abbonamento predisponendo allo stesso tempo "più efficaci mezzi di comunicazione pubblicitaria" per informare della novità.

La decisione dell’Agcom segue il ricorso presentato da Adiconsum contro Sky che aveva operato in maniera illegittima disattendendo la legge Bersani secondo la quale un utente che chiede di chiudere un contratto deve essere accontentato entro 30 giorni dalla richiesta e non devono essergli addebitate spese superiori ai costi sopportati dall’azienda.

Sky applicava costi di recesso particolarmente alti, dai 30 ai 230 euro, ma assolutamente non giustificati e soprattutto lesivi della possibilità decisionale del singolo utente che, messo alle strette, evitava di recedere per non perdere soldi.

Così l’Agcom ha deciso che Sky dovrà "addebitare all’abbonato che esercita il recesso un importo complessivo non superiore alla somma tra: (1) il corrispettivo pagato da Sky agli Sky Service per il ritiro del singolo decoder e (2) i corrispettivi pagati da Sky alla società fornitrice di servizi di logistica integrata per il recupero del decoder presso gli Sky Service, nonché per il suo invio al CAT ed il successivo trasporto ai magazzini Sky".

Per un totale, tra spese e tutto, di circa 11 euro.

Adiconsum, pur esprimendo soddisfazione per l’operato dell’Agcom, ha comunque manifestato  delle perplessità in merito alle modalità messe in atto dall’Autorità; le procedure di sanzionamento hanno tempi troppo lunghi, che penalizzano i consumatori che, come nel caso specifico, per ben 15 mesi sono stati costretti a pagare costi di recesso altissimi o a desistere dal chiudere l’abbonamento.

Resta incomprensibile, dicono all’Adiconsum, il motivo che ha condotto l’Agcom a non sanzionare con una multa Sky, nonostante sia chiaro il protrarsi nel tempo del non rispetto della legge e la contestazione formulata a Sky dalla stessa Direzione Tutela dei consumatori dell’Agcom il 20 marzo u.s., per violazione della legge Bersani.

Considerando che la legge n. 40/07 (Bersani) si inserisce in un contesto di liberalizzazione, volto a promuovere, contestualmente, la concorrenza e la tutela del consumatore, nonché la tutela del contraente più debole privo di un sostanziale potere di negoziazione nei contratti per adesione, è necessario che l’Agcom controlli e sanzioni tutti i costi di recesso applicati dalle aziende di TLC che non rispondano ai principi espressi nella delibera su Sky.