Einstein di Liliana Cavani su Rai 1 il 26 e 27 ottobre

Presentato in anteprima al RomaFictionFest, arriva su Rai 1 domenica 26 e lunedì 27 ottobre Einstein, il tv movie di Liliana Cavani con Vincenzo Amato nel ruolo dello scienziato e Maya Sansa in quello della prima moglie.

La sceneggiatura di Einstein firmata da Liliana Cavani, Massimo De Rita e Mario Falcone fa partire la storia  dal 1948 quando il grande scienziato, quasi settantenne, si è trasferito da molti anni ormai, a Princeton, nel New Yersey, dopo aver lasciato la Germania, la sua patria, per sfuggire al  nazismo.

Lì incontra Mileva Maric, la prima moglie (dalla quale ha avuto due figli, Hans Albert ed Eduard), che non vede dal 1932; Albert porta Mileva al roof garden di un hotel di Princeton e qui, affidandosi alla memoria, i due ripercorrono le tappe fondamentali della loro vita in comune.

Da acuta matematica quale era, Mileva non esita a mettere al servizio del futuro premio Nobel tutta la sua conoscenza; entrambi sono costretti a fare i conti non solo con gli accademici ostili all’anarchia e alle contestazioni di Albert ma anche con la madre dello scienziato che non ritiene Mileva adatta al figlio.

Tuttavia i due vanno per la loro strada, concepiscono Hans Albert e si sposano ma le difficoltà economiche costringono Albert ad accettare un impiego all’ufficio Brevetti.

Negli intervalli di tempo si dedica alle sue ricerche e nel 1905 presenta le sue tesi: i suoi lavori sulla relatività ristretta e sulla natura della luce vengono pubblicati da una prestigiosa rivista scientifica, mettendo in subbuglio l’intero universo scientifico.

Comincia così la scalata al successo ma il suo matrimonio va in crisi e neanche la nascita del fragile Eduard riesce ad appianare i conflitti tra Mileva e Albert, causati dai numerosi impegni che lo costringono sempre lontano da casa.

Alla vigilia della prima guerra mondiale lo scienziato incontra dopo tanto tempo Elsa, una lontana cugina rimasta vedova, e ne diventa l’amante; Mileva lo scopre e ne soffre insieme ai figli che condannano il comportamento del padre.

In questo periodo due famosi scienziati venuti dalla Germania, Max Plank e Walter Nernst, offrono ad Albert, a nome dell’Imperatore Guglielmo II, la direzione dell’Istituto di fisica teorica a Berlino; la fine del primo conflitto mondiale coincide con la fine del matrimonio tra Albert e Mileva.

I ricordi proseguono il giorno seguente, dopo che Mileva ha rivelato ad Albert che sta morendo; il racconto riprende dalla conferma delle teorie di Einstein, testate da famosi studiosi inglesi della Royal Society.

Tuttavia i nazisti, saliti al potere, cominciano a perseguitarlo e minacciarlo, nonostante il Premio Nobel vinto, costringendolo infine a trasferirsi con Elsa negli Stati Uniti; qui viene assunto dall’ Institute for Advanced Studies di Princeton. Un anno dopo muore Elsa.

Il secondo conflitto mondiale è alle porte, e Albert collabora al programma atomico americano con l’intento di sorpassare i tedeschi ma nel dicembre del 1941 anche gli Stati Uniti entrano in guerra. La brutale conclusione, con lo scoppio della prima bomba atomica americana che rade al suolo Hiroshima e Nagasaki sconvolge Albert, pieno di sensi di colpa per aver contribuito alla costruzione della bomba nonostante la sua natura pacifista. Il suo atteggiamento lo pone nelle mire dell’FBI che lo ritiene un fiancheggiatore dei comunisti.

I ricordi ora sono finiti: Mileva saluta Albert con la promessa di rivedersi l’indomani ma Mileva riparte il giorno dopo per l’Europa.

Sconvolto, Albert si getta a capofitto nel lavoro; il mondo scientifico questa volta non condivide la sua posizione e questo lo rattrista molto. Il suo fisico già malato cede. Viene portato in ospedale e, dopo un incontro chiarificatore con Hans Albert, sentendo la fine avvicinarsi, detta il suo testamento scientifico e spirituale a un infermiera: quel poco che ci resta esprime una visione di armonia cosmica che solo oggi gli scienziati hanno iniziato a indagare.